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Silverfort: MFA universale e Identity Security per ambienti ibridi

Silverfort è una piattaforma di Runtime Identity Security che protegge le autenticazioni nel momento in cui avvengono. Estende l’MFA e i controlli di accesso a risorse che normalmente restano escluse dalle soluzioni tradizionali: Active Directory, sistemi legacy, accessi RDP, file server, VPN, interfacce amministrative, applicazioni custom e ambienti ibridi.

La piattaforma analizza il contesto e il rischio di ogni tentativo di accesso e può richiedere una verifica aggiuntiva, bloccare l’autenticazione o applicare policy granulari prima che la sessione venga autorizzata. In questo modo riduce le possibilità di abuso di credenziali valide, movimento laterale ed escalation dei privilegi senza richiedere modifiche alle applicazioni protette.

Nexsys progetta e implementa Silverfort in infrastrutture Microsoft on-premise, cloud e ibride, integrando la tecnologia in un percorso più ampio di Identity Security, hardening e protezione degli accessi privilegiati.

 

silverfort identity security platform | secure all identities—from legacy  to cloud.

Obiettivo

Applicare controlli identitari coerenti anche dove l’MFA nativa non arriva, mantenendo continuità operativa e visibilità centralizzata sugli accessi.

silverfort maximum security

Cosa protegge Silverfort

MFA universale per sistemi legacy e accessi non web

Silverfort estende l’autenticazione a più fattori alle risorse prive di integrazione MFA nativa. Le policy possono coprire autenticazioni Active Directory e accessi verso RDP, SSH, file system, database, VPN, VDI, Citrix, applicazioni custom e workload legacy.

L’MFA può essere richiesta in modo adattivo, in base all’anomalia del comportamento, alla posizione, al rischio del dispositivo, alla sensibilità della risorsa o al livello di privilegio dell’identità. Il controllo viene quindi applicato dove serve, senza introdurre richieste indiscriminate che penalizzano l’operatività.

ITDR e risposta inline alle minacce identitarie

Le funzionalità di Identity Threat Detection and Response correlano autenticazioni, segnali di protocollo, baseline dell’identità e rischio dell’asset per rilevare furto di credenziali, Pass-the-Hash, Pass-the-Ticket, Kerberoasting, abuso di NTLM ed escalation dei privilegi.

Rispetto a una detection passiva, Silverfort può intervenire prima che l’autenticazione venga completata: blocco, step-up MFA o policy più restrittive. Gli eventi possono inoltre alimentare SIEM, XDR e SOAR con il contesto utile al triage.

Protezione di account privilegiati, service account e identità non umane

Gli account amministrativi e di servizio combinano spesso privilegi elevati, password statiche e utilizzi difficili da attribuire. Silverfort ne analizza l’attività, costruisce baseline e applica controlli senza interrompere script, servizi o automazioni legittime.

In presenza di un PAM, Silverfort amplia la copertura ai percorsi esterni al vault e alle identità non ancora censite. Non sostituisce la governance del privilegio: riduce i punti ciechi e rafforza l’enforcement a runtime.

Identity Security Posture Management e visibilità degli accessi

La piattaforma centralizza identità, autenticazioni ed esposizioni, evidenziando account dormienti, privilegi eccessivi, protocolli deboli, identità di servizio non governate e accessi sensibili.

Questi dati completano un assessment e hardening di Active Directory: l’assessment identifica e rimuove le debolezze strutturali del dominio, mentre Silverfort aggiunge monitoraggio ed enforcement continuo sulle autenticazioni.

Come funziona Silverfort

  • 1

    Osserva il flusso di autenticazione

    Silverfort si integra con l’infrastruttura IAM e riceve il contesto necessario a valutare i tentativi di accesso

  • 2

    Analizza identità, asset e rischio

    Il motore correla comportamento, protocollo, origine, destinazione, livello di privilegio e sensibilità della risorsa

  • 3

    Applica il controllo prima dell’accesso

    In base alla policy, la piattaforma autorizza, blocca o richiede MFA prima che l’autenticazione venga completata

  • 4

    Condivide il contesto con il SOC

    Alert e dettagli forensi possono essere inviati agli strumenti SIEM, XDR e SOAR già presenti

L’architettura evita di modificare il codice delle applicazioni e non richiede agent sulle singole risorse da proteggere. La configurazione effettiva dipende dagli identity provider, dai domini e dai flussi di autenticazione presenti nell’ambiente.

Casi d'uso principali

1

Active Directory e Microsoft Entra ID ibridi

Controlli coerenti tra identità on-premise e servizi cloud, con protezione dei flussi che restano fuori dalla Conditional Access tradizionale.

2

RDP, SMB, LDAP e accessi amministrativi

MFA e policy adattive sui protocolli utilizzati per gestione remota, file server e servizi di directory.

3

Applicazioni legacy, custom e OT

Protezione di sistemi che non possono essere riscritti o integrati direttamente con un provider MFA moderno.

4

Account privilegiati e terze parti

Controlli basati su rischio, asset e contesto per amministratori, fornitori e accessi ad alta criticità.

5

Service account e workload automatizzati

Visibilità sulle identità non umane, rilevamento delle anomalie e protezione senza interrompere i processi autorizzati.

6

Contenimento del movimento laterale

Interruzione degli accessi anomali prima che una credenziale compromessa venga riutilizzata su altre risorse.

Silverfort per la prevenzione del ransomware

Molti attacchi ransomware non dipendono soltanto dall’esecuzione del malware: dopo l’accesso iniziale, gli operatori cercano identità privilegiate, riutilizzano credenziali e si spostano lateralmente verso domain controller, hypervisor, file server e sistemi di backup.

Silverfort agisce sulla fase identitaria della catena d’attacco. Un’autenticazione tecnicamente valida ma anomala può essere sottoposta a MFA o bloccata prima dell’accesso alla risorsa. Questo controllo deve essere integrato con segmentazione, EDR/XDR, protezione dei backup e procedure di incident response, come descritto nella guida completa al ransomware.

Integrazione con l'ecosistema Microsoft e la sicurezza cloud

Negli ambienti Microsoft, Silverfort può estendere i controlli identitari a risorse gestite da Active Directory che non espongono un’integrazione moderna con Entra ID. Questo permette di uniformare l’esperienza MFA e le policy tra cloud, data center e sistemi legacy, riducendo le eccezioni operative.

La protezione delle autenticazioni completa le misure di sicurezza cloud: controllo degli accessi, logging, configurazione sicura, protezione dei workload e monitoraggio restano componenti distinti ma coordinati di un’architettura Zero Trust.

Integrazione con l'ecosistema Microsoft e la sicurezza cloud

MFA, controllo degli accessi privilegiati, tracciabilità delle autenticazioni e capacità di rilevare comportamenti anomali supportano l’implementazione di misure tecniche richieste da framework normativi e standard di sicurezza. Silverfort può inoltre ridurre le eccezioni legate a sistemi legacy che rendono difficile applicare l’MFA in modo uniforme.

La tecnologia non determina da sola la conformità: policy, analisi del rischio, gestione degli incidenti, continuità operativa e responsabilità organizzative devono essere governate in modo documentato. Per il perimetro normativo italiano è utile partire dagli obblighi NIS2 per le PMI e tradurli in controlli tecnici verificabili.

Implementazione Silverfort con Nexsys

Nexsys affianca il team IT e Security dalla valutazione iniziale al roll-out, con un approccio progettuale orientato alla riduzione del rischio e alla sostenibilità operativa.

  • 1

    Assessment iniziale

    Mappatura di domini, identity provider, protocolli, risorse critiche, account privilegiati e casi d’uso prioritari.

  • 2

    Disegno delle policy

    Definizione di criteri MFA, blocco, eccezione e risposta basati su rischio, identità e asset.

  • 3

    Pilot controllato

    Validazione sui flussi più significativi, verifica della compatibilità e misurazione dell’impatto sugli utenti.

  • 4

    Roll-out progressivo

    Estensione per gruppi, sistemi e livelli di criticità con gestione delle dipendenze e delle eccezioni.

  • 5

    Integrazione e monitoraggio

    Collegamento con gli strumenti di sicurezza esistenti, dashboard operative, tuning e revisione periodica delle policy.

Il risultato è una protezione identitaria applicabile anche alle aree storicamente escluse dall’MFA, con evidenze utili per audit, incident response e miglioramento continuo.

Domande frequenti su Silverfort

Silverfort richiede agent sugli endpoint o modifiche alle applicazioni?

La piattaforma è progettata per proteggere i flussi di autenticazione senza installare agent sulle singole risorse applicative e senza modificarne il codice. L’architettura finale viene definita in base a domini, identity provider e sistemi coinvolti.

Silverfort protegge davvero sistemi legacy che non supportano l’MFA?

. L’MFA universale è pensata per estendere i controlli a protocolli e risorse non web, incluse applicazioni legacy, RDP, SMB, LDAP, VPN, file system, database e strumenti amministrativi.

Qual è la differenza tra Silverfort e l’MFA nativa di Microsoft Entra ID?

Entra ID protegge in modo nativo applicazioni e servizi integrati con il proprio piano di controllo. Silverfort estende policy e MFA anche alle autenticazioni AD e alle risorse che non dispongono di integrazione moderna, coprendo i punti ciechi tra cloud e on-premise.

Silverfort sostituisce un sistema PAM?

Non necessariamente. Può integrare e rafforzare un PAM esistente offrendo visibilità ed enforcement sui percorsi di autenticazione, sugli account privilegiati e sulle identità non ancora governate dal vault.

Silverfort protegge service account e identità non umane?

. La piattaforma può individuare attività e comportamenti delle identità di servizio, costruire baseline e applicare controlli compatibili con i workflow automatizzati.

Silverfort aiuta a bloccare il movimento laterale?

Silverfort analizza le autenticazioni a runtime e può bloccare o sottoporre a verifica aggiuntiva tentativi anomali associati a credenziali compromesse, abuso di protocolli e tecniche di lateral movement.

Come si avvia un progetto Silverfort?

Il punto di partenza è la mappatura dei flussi di autenticazione e delle risorse critiche. Nexsys definisce quindi un pilot, le policy iniziali e un piano di roll-out progressivo basato sul rischio.

Richiedi una demo Silverfort e un assessment preliminare

Una demo contestualizzata consente di verificare quali autenticazioni del tuo ambiente restano oggi fuori dall’MFA, quali identità presentano maggiore rischio e dove applicare i primi controlli senza interrompere i processi aziendali. Contatta Nexsys per valutare Silverfort su Active Directory, Microsoft Entra ID, sistemi legacy, accessi privilegiati e ambienti ibridi.

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