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Vulnerability Assessment

Il Vulnerability Assessment per aziende è un’attività tecnica strutturata che identifica vulnerabilità note, configurazioni deboli, software non aggiornato e servizi esposti sui sistemi compresi nello scope. L’obiettivo non è produrre un semplice export dello scanner, ma trasformare i risultati in una lista verificata e prioritizzata di interventi che il team IT possa realmente eseguire.

Nexsys esegue assessment sul perimetro esterno e sulle reti interne, su server, endpoint e componenti infrastrutturali. Quando l’esigenza riguarda in profondità identità, Active Directory o Microsoft 365, lo scope viene collegato ai relativi assessment verticali, evitando analisi generiche che non rispondono all’obiettivo tecnico.

Il risultato è un report tecnico validato, con evidenze, vulnerabilità confermate, criteri di priorità, remediation consigliate e possibilità di retest. La classificazione non si basa soltanto sul punteggio CVSS: considera anche esposizione reale, sfruttamento noto, disponibilità di exploit e criticità dell’asset.

Richiedi lo scope del Vulnerability Assessment

Definiamo asset, modalità di scansione, finestre operative, deliverable e retest prima dell’avvio.

Perché eseguire un Vulnerability Assessment

Una vulnerabilità tecnica diventa un problema operativo quando interessa un asset esposto, critico o facilmente raggiungibile da un attaccante. Il Vulnerability Assessment serve a rendere visibile questa superficie prima che venga sfruttata e a verificare nel tempo che patching e hardening stiano riducendo realmente l’esposizione.

  • Individuare servizi pubblicati su Internet che non dovrebbero essere esposti o che utilizzano componenti vulnerabili.
  • Rilevare patch mancanti, sistemi fuori supporto, protocolli legacy e configurazioni deboli su server e postazioni.
  • Verificare se il processo di patch management sta chiudendo le vulnerabilità nei tempi previsti.
  • Separare le criticità teoriche da quelle che richiedono un intervento immediato.
  • Produrre evidenze tecniche ripetibili per audit, clienti, supply chain e percorsi di governance cybersecurity.
  • Costruire una baseline misurabile da confrontare con assessment e retest successivi.

Se la necessità è invece valutare scenari di rischio, impatto economico e priorità a livello business, il servizio corretto è il Risk Assessment aziendale.

Cosa include il servizio di Vulnerability Assessment Nexsys

Lo scope viene definito prima dell’attività e può essere limitato a una singola superficie oppure comprendere più aree. Ogni blocco viene trattato con profili di scansione, credenziali e finestre operative coerenti con il livello di criticità dei sistemi.

Area 01

Perimetro Esterno & Attack Surface

Analisi approfondita degli asset raggiungibili da Internet (IP pubblici, VPN, portali e servizi esposti) per identificare vettori di rischio perimeter-level senza necessità di accesso interno.

Area 02

Rete Interna & Infrastruttura

Scansioni mirate su server, OS e apparati di rete per rilevare patch mancanti, configurazioni obsolete e vulnerabilità note, potenziate da verifiche autenticate di profondità.

Area 03

Endpoint Aziendali

Assessment tecnico su workstation e dispositivi del parco installato per ottimizzare i processi di patching, hardening e gestione centralizzata della sicurezza.

Area 04

Applicazioni Web & Componenti

Rilevazione di vulnerabilità note in librerie, framework, configurazioni TLS/HTTP e servizi pubblicati (l'analisi logica avanzata è demandata ad uno specifico WAPT).

Area 05

Cloud, M365 & Identity Posture

Identificazione di esposizioni cloud preliminari, indirizzando verifiche approfondite su tenant, Conditional Access, Active Directory e identity attack paths verso assessment dedicati.

Per la gestione continuativa degli endpoint consulta Endpoint Management e UEM. Per una revisione infrastrutturale più ampia della rete consulta Network Security per aziende. Per Microsoft 365 usa il Microsoft 365 Security Assessment e per le identità on-premise l’Active Directory Security Assessment & Hardening.

Come si svolge il Vulnerability Assessment: metodologia in 6 fasi

Fase 01

Scoping e regole operative

Definizione di asset, subnet, IP pubblici, esclusioni, referenti, finestre temporali, soglie di intensità e criteri di stop. Per sistemi critici si concordano preventivamente profili e limitazioni.

Fase 02

Discovery e inventario

Mappatura degli host e dei servizi realmente presenti nel perimetro. Questa fase consente anche di far emergere asset dimenticati o pubblicazioni non documentate.

Fase 03

Scansione non autenticata e/o autenticata

Uso di scanner professionali con profili coerenti allo scope. Le verifiche intrusive, di denial of service o di exploitation vengono escluse dal VA salvo accordo esplicito e attività separata.

Fase 04

Validazione tecnica

Revisione dei finding significativi, riduzione dei falsi positivi, correlazione con versioni, configurazioni e condizioni effettive dell’asset.

Fase 05

Prioritizzazione

Classificazione delle vulnerabilità incrociando gravità tecnica, exploitability, esposizione, evidenze di sfruttamento e criticità dell’asset.

Fase 06

Report, remediation e retest

Consegna del report, sessione di restituzione tecnica, piano di intervento prioritizzato e, se previsto, retest delle vulnerabilità corrette.

Hai già uno scanner ma ti manca una priorità affidabile?

Validiamo i finding, riduciamo i falsi positivi e trasformiamo l’output tecnico in una remediation roadmap applicabile.

Scansione autenticata, produzione e impatto operativo

Un Vulnerability Assessment può essere eseguito anche su sistemi di produzione, ma deve essere governato. Il rischio operativo dipende dal tipo di asset, dal profilo dello scanner, dalla frequenza delle richieste e dai controlli abilitati: non è corretto considerare automaticamente il VA “innocuo” né, al contrario, più invasivo di un penetration test in ogni scenario.

Visibilità & Patch

Scansioni Autenticate

Le scansioni autenticate sono utili per ottenere visibilità su patch, package e configurazioni locali; le credenziali e i privilegi vengono definiti in base allo scanner e allo scope.

Continuità Operativa

Protezione Asset Critici

Su asset critici si applicano rate limit, safe checks, esclusioni e finestre concordate per preservare la continuità operativa.

Limitazioni

Esclusioni dal VA Standard

Test di disponibilità, exploit attivi e controlli distruttivi restano esclusi dal VA standard, salvo accordi dedicati e separati.

Governance

Gestione e Sospensione

Prima dell’avvio vengono definiti contatti operativi e criteri per sospendere immediatamente l’attività in caso di anomalia.

Prioritizzazione delle vulnerabilità: oltre il solo CVSS

Il punteggio CVSS è una misura di severità tecnica, non una coda di lavoro. Per trasformare centinaia di finding in un piano applicabile, Nexsys correla più segnali e distingue la gravità astratta dalla priorità operativa.

Metriche

Severità tecnica

CVSS v4.0 o v3.1 quando disponibile, vettore e condizioni necessarie allo sfruttamento.

Threat Intel

Sfruttamento osservato

Presenza della vulnerabilità nel CISA Known Exploited Vulnerabilities Catalog o altre evidenze affidabili di exploitation in-the-wild.

Statistiche

Probabilità di exploit

Indicatori come EPSS, utili come segnale aggiuntivo per stimare la probabilità statistica di sfruttamento.

Perimetro

Esposizione

Asset Internet-facing, segmentazione, accessibilità e presenza di controlli compensativi.

Impatto

Criticità dell’asset

Ruolo del sistema nei processi aziendali, privilegi, dati trattati, dipendenze e impatto di una compromissione.

Remediation

Effort di remediation

Disponibilità della patch, mitigazioni temporanee, dipendenze applicative e rischio di change.

L’output non è quindi “patchare tutto in ordine di CVSS”, ma una sequenza ragionata di interventi: criticità da chiudere subito, quick win, remediation pianificabili e finding accettabili o mitigabili con controlli compensativi.

Cosa ricevi al termine dell'assessment

Executive Summary

Panoramica Esecutiva

Executive summary con livello di esposizione, criticità principali e decisioni richieste.

Perimetro

Inventario degli Asset

Inventario degli asset effettivamente analizzati e perimetro di scansione.

Analisi Tecnica

Finding Validati

Finding tecnici validati con asset interessato, CVE/CWE quando applicabile, evidenza e severità.

Strategia

Priorità Operativa

Priorità operativa distinta dalla sola severità tecnica.

Intervento

Indicazioni di Remediation

Indicazioni di remediation: patch, upgrade, hardening, disabilitazione di servizi, segmentazione o mitigazioni.

Azioni Rapide

Quick Win

Elenco dei quick win ad alto impatto e basso effort.

Pianificazione

Roadmap di Remediation

Roadmap di remediation con criteri temporali concordabili con il team IT.

Supporto

Restituzione & Retest

Sessione tecnica di restituzione e possibilità di retest post-remediation.

Evoluzione

Confronto Storico

Confronto con rilevazioni precedenti in caso di servizio ricorrente.

Vulnerability Assessment o Penetration Test?

Il Vulnerability Assessment identifica e prioritizza vulnerabilità su un perimetro ampio; il Penetration Test verifica invece, con tecniche offensive controllate, se specifiche debolezze possono essere realmente sfruttate e quale impatto possono produrre. Le due attività sono complementari, ma hanno obiettivi e regole di ingaggio differenti.

Per la spiegazione completa delle differenze consulta Vulnerability Assessment vs Penetration Test. Se devi verificare la sfruttabilità reale di un perimetro o di un’applicazione, vai direttamente al servizio Penetration Test per aziende.

Dove finisce il Vulnerability Assessment e comincia il Risk Assessment

Il vulnerability assessment lavora sul piano tecnico: quali falle esistono e quanto sono gravi in astratto. Il risk assessment aziendale lavora sul piano del business: quanto pesa davvero quella falla per la tua azienda, considerando l'asset coinvolto, i processi che sostiene, la probabilità di sfruttamento e l'impatto economico e reputazionale.

Una CVE con punteggio 9.8 su un sistema di test isolato conta meno di una CVE 7.5 sul server che regge la produzione. Il vulnerability assessment produce i due numeri; il risk assessment decide quale delle due si corregge stanotte. Per questo i due servizi funzionano meglio in sequenza: prima si vede, poi si decide.

Quando serve un Vulnerability Assessment

  • Non hai un inventario aggiornato di cosa e esposto su Internet.
  • Il parco sistemi e cresciuto per stratificazione e nessuno sa cosa gira ancora su versioni fuori supporto.
  • Devi adeguarti alla direttiva NIS2 o stai lavorando su ISO/IEC 27001 e ti serve evidenza documentata della gestione delle vulnerabilità.
  • Un cliente, un fornitore o un'assicurazione ti ha chiesto prova del livello di sicurezza.
  • Hai subito un incidente e devi capire quali altre porte sono rimaste aperte.
  • Hai appena completato una migrazione, aperto una nuova sede o esposto un nuovo servizio.
  • Fai patch management ma non hai modo di verificare che stia davvero funzionando.

Vulnerability Assessment una tantum o ricorrente

Un assessment one-shot è utile per creare una baseline, verificare una nuova esposizione, supportare un audit o controllare una fase di migrazione. Per ambienti dinamici, Internet-facing o soggetti a frequenti cambiamenti, la scansione ricorrente consente invece di misurare il tempo di esposizione e verificare se le vulnerabilità vengono effettivamente chiuse.

Per correlare vulnerabilità note ed eventi osservati nel tempo, il VA può essere affiancato al SOC as a Service.

Fase 01

Assessment iniziale

Fotografia completa e definizione della baseline.

Fase 02

Scansioni periodiche

Frequenza definita in funzione di esposizione e criticità, non con una cadenza universale.

Fase 03

Delta report

Nuovi finding, vulnerabilità chiuse, ricomparse o ancora aperte.

Fase 04

Retest

Verifica tecnica delle correzioni più rilevanti.

Fase 05

Integrazione

Integrazione con remediation, patch management e monitoraggio SOC quando il modello operativo lo richiede.

Per correlare vulnerabilità note ed eventi osservati nel tempo, il VA può essere affiancato al SOC as a Service.

Vulnerability Assessment una tantum o ricorrente

Il Vulnerability Assessment può produrre evidenze utili nei programmi di governance e compliance, ma non costituisce da solo una certificazione o una prova automatica di conformità.

  • NIS2: l’articolo 21 include, tra le misure di gestione del rischio cyber, la sicurezza nell’acquisizione, sviluppo e manutenzione dei sistemi, compresa la gestione e divulgazione delle vulnerabilità. La frequenza e la modalità dei controlli vanno definite in base al contesto e agli obblighi applicabili.
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690: per le categorie di soggetti cui si applica, prevede, ove appropriato, vulnerability scan pianificati e registrazione delle evidenze dei risultati.
  • ISO/IEC 27001:2022: il vulnerability management rientra nei controlli tecnici dell’Annex A; il VA può costituire una delle evidenze operative del processo.
  • GDPR: l’articolo 32 richiede misure tecniche e organizzative adeguate al rischio. Il VA può contribuire alla verifica tecnica della postura, senza sostituire la valutazione complessiva delle misure di sicurezza.

Per il perimetro normativo e le scadenze consulta la guida NIS2 per le PMI italiane.

Perché scegliere Nexsys per il Vulnerability Assessment

Il valore di un assessment non dipende dal numero di vulnerabilità esportate, ma dalla capacità di distinguere ciò che è realmente importante e trasformarlo in interventi compatibili con l’infrastruttura. Nexsys combina competenze di cybersecurity con attività operative su reti, sistemi Microsoft, endpoint, Active Directory e cloud, così il report rimane collegato alla remediation tecnica.

  • Scoping documentato prima dell’avvio dell’attività.
  • Scanner professionali e validazione manuale dei finding più significativi.
  • Separazione tra severity tecnica e priorità operativa.
  • Report utilizzabile sia dal team IT sia dalla direzione.
  • Remediation, hardening e retest gestibili nello stesso percorso.
  • Competenze offensive e difensive e approccio integrabile con servizi di sicurezza continuativa.
  • Operatività nazionale con presenza in Veneto e possibilità di attività remote, on-site o ibride in funzione dello scope.

Per un presidio territoriale consulta anche Cybersecurity a Verona.

Richiedi lo scope del Vulnerability Assessment

Definiamo asset, modalità di scansione, finestre operative, deliverable e retest prima dell’avvio.

Domande frequenti sul Vulnerability Assessment

Che cos’è un Vulnerability Assessment aziendale?

È un’attività tecnica che identifica vulnerabilità note e configurazioni deboli nei sistemi compresi nello scope, valida i finding rilevanti e li trasforma in un piano di remediation prioritizzato. Non prevede, nel servizio standard, lo sfruttamento attivo delle vulnerabilità.

Qual è la differenza tra Vulnerability Assessment e vulnerability scan?

La scansione è una fase automatizzata. Il Vulnerability Assessment comprende anche scoping, configurazione corretta dello scanner, validazione dei risultati, riduzione dei falsi positivi, prioritizzazione e report con remediation. Un export dello scanner, da solo, non equivale a un assessment completo.

Qual è la differenza tra Vulnerability Assessment e Penetration Test?

Il Vulnerability Assessment cerca e classifica vulnerabilità su un perimetro ampio; il Penetration Test prova a sfruttare in modo controllato specifiche debolezze per dimostrare l’impatto reale di un attacco. Sono attività complementari ma non intercambiabili.

È meglio una scansione autenticata o non autenticata?

Dipende dallo scope. La scansione non autenticata rappresenta ciò che è visibile senza credenziali; quella autenticata offre maggiore visibilità su patch, package e configurazioni locali. In molti assessment interni vengono usate entrambe, con privilegi e safe checks definiti in anticipo.

Il Vulnerability Assessment può essere eseguito in produzione?

, se l’attività è pianificata con profili di scansione adeguati, safe checks, rate limit, esclusioni e finestre operative coerenti con la criticità dei sistemi. Gli asset più delicati richiedono regole di ingaggio specifiche e criteri di stop condivisi.

Ogni quanto va eseguito un Vulnerability Assessment?

Non esiste una frequenza valida per tutte le aziende. La cadenza dipende da esposizione Internet, criticità degli asset, frequenza dei cambiamenti, requisiti contrattuali o normativi e capacità di remediation. Gli ambienti più dinamici richiedono controlli più frequenti rispetto a infrastrutture stabili e isolate.

Il Vulnerability Assessment serve per la NIS2?

Può essere una misura tecnica utile nel processo di vulnerability management e nella verifica dell’esposizione. La NIS2 richiede la gestione delle vulnerabilità nell’ambito delle misure di cybersecurity; il VA non rende automaticamente conforme un’organizzazione e va inserito nel sistema complessivo di gestione del rischio.

Cosa contiene il report Nexsys?

Il report include perimetro, asset analizzati, vulnerabilità validate, evidenze tecniche, severità, priorità operativa, remediation consigliate, quick win e roadmap. Quando previsto include anche una sessione di restituzione e il retest post-remediation.

Nexsys può occuparsi anche della remediation?

. In base ai finding, la remediation può includere patching, upgrade, hardening, revisione delle configurazioni, segmentazione, gestione endpoint o approfondimenti verticali su Microsoft 365, Active Directory, rete e cloud.

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