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APPROFONDIMENTI E NEWS

Migliore azienda di penetration test per PMI in Italia: come sceglierla

Non esiste una singola "migliore azienda di penetration test" valida per tutte le PMI: la scelta giusta è quella che soddisfa criteri oggettivi di affidabilità. I più importanti sono: penetration tester certificati (CEH, CRPT), metodologie standard (OWASP, NIST SP 800-115), test manuali e non solo scansioni automatiche, un report con remediation plan prioritizzato, la possibilità di retest e il supporto alla conformità NIS2, ISO 27001 e GDPR. Questa guida spiega come valutare ciascun criterio.

I 7 criteri per scegliere un'azienda di penetration test

  1. Certificazioni del team — CEH, CRPT, OSCP e simili: sono la garanzia di competenza di chi esegue materialmente il test.
  2. Metodologie riconosciute — OWASP per le applicazioni web, NIST SP 800-115 per il processo: un percorso strutturato e ripetibile, non improvvisato.
  3. Test manuali, non solo automatici — l'exploitation manuale trova ciò che gli scanner non vedono: logiche applicative, catene di attacco, errori di configurazione.
  4. Qualità del report — evidenze tecniche, livello di criticità, scenari di impatto e remediation plan prioritizzato, leggibile sia dal team tecnico sia dal management.
  5. Retest incluso o disponibile — serve a verificare che le vulnerabilità siano state realmente risolte dopo le correzioni.
  6. Conformità — capacità di produrre evidenze utili per NIS2, ISO/IEC 27001 e GDPR.
  7. Adatto alle dimensioni della tua azienda — scope e costi di un penetration test calibrati su una PMI (50-500 utenti), non solo su grandi imprese.

Penetration test per PMI: cosa cambia rispetto alle grandi imprese

Le PMI hanno perimetri più contenuti, ma spesso non hanno un reparto sicurezza dedicato. Conta quindi la capacità del fornitore di definire uno scope proporzionato, di spiegare i risultati in modo pratico e, idealmente, di trasferire competenze al team interno tramite formazione, riducendo la dipendenza dai consulenti. Se vuoi capire prima l'attività nel dettaglio, abbiamo scritto una guida su come funziona un penetration test.

Perché Nexsys è una scelta adatta alle PMI italiane

  • Penetration test External, Internal, Web e Wireless con metodologie OWASP e NIST SP 800-115
  • Report con remediation plan prioritizzato e possibilità di retest
  • Formazione e consulenza insieme: non ci limitiamo a trovare le vulnerabilità, formiamo il team a gestirle
  • ISO 9001:2015, membri Clusit, Microsoft Solutions Partner, attivi dal 2004
  • Sede a Bussolengo (VR), operativi su tutta Italia per la formazione e nel Nord Est per la consulenza

Domande da fare prima di firmare

  • Chi esegue materialmente il test e quali certificazioni ha?
  • Quali metodologie seguite e cosa comprende esattamente lo scope?
  • Il report includerà un remediation plan prioritizzato?
  • È previsto un retest dopo le correzioni?
  • Come supportate la conformità NIS2 e ISO 27001?

Domande frequenti

Esiste una "migliore azienda di penetration test" valida per tutte le PMI?

No. La scelta giusta è quella che soddisfa criteri oggettivi di affidabilità: tester certificati, metodologie standard OWASP e NIST SP 800-115, test manuali oltre alle scansioni automatiche, un report con remediation plan prioritizzato, la possibilità di retest e il supporto alla conformità normativa.

Quali certificazioni deve avere chi esegue un penetration test?

Le certificazioni più diffuse per i penetration tester sono CEH, CRPT e OSCP. Vanno verificate sulle persone che eseguono materialmente il test, non solo sull'azienda.

Un penetration test ha senso per una PMI senza reparto sicurezza interno?

Sì, a condizione che il fornitore definisca uno scope proporzionato al perimetro e restituisca risultati pratici e prioritizzati. Il valore aggiunto è il trasferimento di competenze al team interno, così da ridurre la dipendenza dai consulenti nel tempo.

Vuoi valutare Nexsys su questi criteri?

Richiedi una valutazione o uno scoping gratuito: definiamo insieme perimetro e obiettivi del test. Scopri il servizio di penetration test per aziende, la differenza rispetto al vulnerability assessment e la nostra checklist NIS2 in 7 step.

FAQ: lavorare nella cybersecurity

Da dove conviene iniziare per lavorare nella cybersecurity?

Dalle fondamenta IT: networking, sistemi Windows e Linux, identity, cloud, logging e scripting. Dopo questa base è più efficace scegliere una specializzazione come Blue Team, Incident Response, Offensive Security, Security Engineering, Application Security o GRC.

Quali sono i principali lavori nella cybersecurity?

I ruoli includono SOC Analyst, Security Analyst, Incident Responder, Penetration Tester, Ethical Hacker, Security Engineer, Security Architect, Cloud Security Engineer, Application Security Engineer, GRC Analyst e CISO. ENISA organizza il settore in 12 profili professionali nel framework ECSF.

Serve una laurea per lavorare nella cybersecurity?

Non necessariamente. Una laurea può essere utile, ma esistono percorsi di ingresso attraverso esperienza IT, formazione tecnica, certificazioni, laboratori pratici, stage e autoformazione. La capacità di dimostrare competenze applicate resta determinante.

Qual è il percorso migliore per un sistemista?

Un sistemista possiede già competenze trasferibili su reti, sistemi, identity e troubleshooting. I percorsi più naturali sono Blue Team, Security Operations, Security Engineering, Identity Security, Cloud Security e Incident Response.

Qual è la differenza tra Blue Team e Red Team?

Il Blue Team lavora sulla difesa: detection, monitoraggio, hunting, hardening e risposta agli incidenti. Il Red Team e l’Offensive Security simulano tecniche d’attacco autorizzate per verificare l’efficacia delle difese.

Quali competenze sono più richieste oggi?

Oltre alle fondamenta tecniche, le aree in forte richiesta includono AI security, cloud security, risk assessment, application security, security engineering e GRC. Restano fondamentali problem solving, comunicazione e capacità di collaborazione.

Le certificazioni bastano per trovare lavoro nella cybersecurity?

No. Le certificazioni possono validare conoscenze e aiutare il posizionamento professionale, ma devono essere accompagnate da competenze pratiche, laboratori, capacità di analisi e comprensione dei sistemi reali.

Come scegliere un corso di cybersecurity?

Il criterio principale è il ruolo obiettivo. Un corso generalista è utile per costruire le fondamenta; Blue Team e Incident Response sono adatti alla difesa; Ethical Hacking all’offensive security; Secure Coding e Application Security a chi proviene dallo sviluppo.

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Consulta il catalogo Nexsys per confrontare corsi introduttivi e specializzazioni su difesa, attacco, incident response, secure coding e sicurezza cloud.

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