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APPROFONDIMENTI E NEWS

Eliminare NTLM in azienda: guida pratica per audit e blocco progressivo

Eliminare NTLM in azienda: audit, compatibilità e dismissione per fasi

NTLM è ancora presente in molte infrastrutture Windows perché applicazioni legacy, accessi tramite indirizzo IP, nomi non risolvibili, trust, dispositivi di rete e configurazioni incomplete impediscono l’uso di Kerberos. Il problema non si risolve attivando una GPO di blocco senza conoscere le dipendenze: una dismissione sicura parte dall’audit, corregge le cause e applica restrizioni progressive.

Microsoft ha rimosso NTLMv1 da Windows 11 24H2 e Windows Server 2025. LANMAN e NTLMv2 sono deprecati e non ricevono nuovo sviluppo funzionale; NTLMv2 continua a funzionare, ma Microsoft ne prevede la rimozione in una versione futura. La roadmap deve quindi eliminare subito LM/NTLMv1 e ridurre progressivamente NTLMv2.

Principio di sicurezza

Non confondere “disabilitare NTLMv1” con “eliminare NTLM”. Il primo è un controllo minimo; il secondo richiede inventario delle autenticazioni, correzione delle dipendenze e blocco progressivo con eccezioni temporanee governate.

Perché NTLM aumenta il rischio

  • Supporta scenari di relay se i protocolli e i servizi non applicano protezioni adeguate.
  • Espone hash e challenge-response ad attacchi offline e password cracking.
  • Riduce i vantaggi di Kerberos, mutual authentication e protezione dei ticket.
  • Mantiene dipendenze legacy difficili da osservare e controllare.
  • Può essere sfruttato in catene di attacco che coinvolgono SMB, LDAP, HTTP, AD CS e altri servizi.
  • Rende più complesso applicare segmentazione, tiering amministrativo e identity security.

Per una visione più ampia delle configurazioni che amplificano il rischio, consulta le vulnerabilità Active Directory più comuni.

FASE 1

Definire il perimetro e i criteri di successo

  • Domini, foreste, trust, server membri, client, appliance e segmenti inclusi.
  • Flussi business-critical che non possono essere interrotti.
  • Periodo di audit sufficiente a coprire attività mensili, batch e chiusure contabili.
  • Responsabili delle applicazioni e processo di gestione delle eccezioni.
  • Obiettivo iniziale: rimozione NTLMv1, riduzione NTLMv2, blocco su sistemi pilota e misurazione.
FASE 2

Attivare l’audit senza bloccare

Le policy di sicurezza “Network security: Restrict NTLM” permettono di osservare traffico in ingresso, in uscita e autenticazioni nel dominio senza applicare subito il deny. Gli eventi vengono registrati nel log operativo Applications and Services Logs > Microsoft > Windows > NTLM. La raccolta centralizzata evita di analizzare manualmente ogni server.

  • Sui domain controller: “Audit NTLM authentication in this domain”.
  • Su server membri: “Audit Incoming NTLM Traffic”.
  • Sui client e server: audit del traffico NTLM in uscita verso server remoti.
  • Raccolta degli eventi con SIEM, Windows Event Forwarding o piattaforma equivalente.
  • Correlazione con log applicativi, account, host sorgente, server destinazione e fascia oraria.

Attenzione

L’audit non riduce il rischio da solo. Serve a costruire una matrice delle dipendenze e a prevedere l’impatto delle policy di blocco. I log devono essere protetti e accessibili solo ai ruoli autorizzati.

FASE 3

Classificare ogni dipendenza

CausaSegnaleRemediationPriorità
Accesso con IP o aliasKerberos non ottiene SPN validoUsare FQDN, correggere DNS/SPNAlta
Applicazione legacyAutenticazione solo NTLMAggiornare, riconfigurare o sostituireAlta
Servizio con account erratoSPN mancante/duplicatoCorreggere service account e SPNAlta
Workgroup/applianceFuori dal dominioValutare protocolli moderni, certificati o segregazioneMedia
Trust/configurazioneFallback inattesoCorreggere trust, time sync, DNS e delegheMedia
Eccezione temporaneaBlocco non immediatoOwner, scadenza, compensazioni e piano di rimozioneControllata
FASE 4

Eliminare LM e NTLMv1

Sui sistemi supportati deve essere applicata una baseline coerente che impedisca l’uso di LM e NTLMv1 e richieda NTLMv2 quando il fallback è ancora necessario. La configurazione va prima testata su OU pilota, con verifica di autenticazioni locali, servizi, dispositivi e applicazioni. Sistemi non aggiornabili devono essere isolati e gestiti con un piano di sostituzione.

FASE 5

Correggere le cause che impediscono Kerberos

  • DNS e sincronizzazione oraria affidabili.
  • SPN corretti, non duplicati e associati all’account di servizio appropriato.
  • Accesso tramite nomi coerenti, non indirizzi IP o alias non registrati.
  • Applicazioni configurate per Negotiate/Kerberos.
  • Account di servizio dedicati o gMSA quando applicabile.
  • Deleghe e vincoli configurati secondo il minimo privilegio.
  • Hardening di SMB e LDAP, inclusi signing/channel binding dove compatibile.

Per comprendere i componenti e le dipendenze dell’infrastruttura, consulta la guida Active Directory e la guida alle Group Policy Windows.

FASE 6

Applicare il blocco progressivo

  1. Applicare policy di deny su server pilota a basso rischio e verificare eventi di blocco, ticket e processes.
  2. Estendere a gruppi omogenei, iniziando dai sistemi moderni e meglio conosciuti.
  3. Usare liste di eccezione solo quando documentate con owner, motivazione e data di scadenza.
  4. Bloccare progressivamente autenticazioni NTLM nel dominio dopo aver verificato i flussi residui.
  5. Rimuovere le eccezioni e monitorare la ricomparsa di dipendenze dopo aggiornamenti e nuove applicazioni.

Controlli compensativi durante la transizione

  • SMB signing e LDAP signing/channel binding secondo matrice di compatibilità.
  • Extended Protection for Authentication dove supportata.
  • Segmentazione dei sistemi legacy e limitazione delle sorgenti autorizzate.
  • Riduzione dei privilegi degli account che usano NTLM.
  • MFA e protezione delle identità per risorse legacy tramite soluzioni compatibili.
  • Monitoraggio di relay, anomalie di autenticazione e uso inatteso di account privilegiati.

Nexsys integra queste verifiche nel servizio di Active Directory Security Assessment & Hardening e nei progetti di Identity Security.

KPI per misurare la dismissione

  • Autenticazioni NTLM giornaliere per sorgente e destinazione.
  • Numero di applicazioni con owner e remediation definita.
  • Percentuale di server con audit attivo e log centralizzato.
  • Sistemi con NTLMv1/LM impossibile o disabilitato.
  • Eccezioni aperte, età media e scadenze superate.
  • Eventi di blocco e incidenti causati dalla transizione.
  • Riduzione mensile dei flussi NTLMv2 residui.

Assessment NTLM e Active Directory

Nexsys mappa le autenticazioni residue, identifica le cause, definisce il piano di remediation e accompagna il blocco progressivo senza interrompere i processi critici.

Domande frequenti

NTLMv2 è già stato rimosso?

No. È deprecato e continua a funzionare, ma Microsoft ne prevede la rimozione futura. NTLMv1 è invece rimosso da Windows 11 24H2 e Windows Server 2025.

Posso bloccare NTLM con una sola GPO?

No (o meglio, non direttamente senza rischi). Tecnicamente esistono policy di deny, ma applicarle senza audit può interrompere applicazioni, dispositivi e servizi. La sequenza corretta è audit, remediation, pilot e blocco progressivo.

Perché viene usato NTLM se Kerberos è disponibile?

Cause comuni sono accesso tramite IP, DNS/SPN errati, applicazioni non configurate per Negotiate, trust e dispositivi non integrati nel dominio.

Le eccezioni sono accettabili?

Sì, ma solo temporaneamente, con owner, motivazione, controlli compensativi, scadenza e piano di rimozione.

Qual è il primo obiettivo?

Eliminare LM/NTLMv1, centralizzare l’audit e costruire una mappa affidabile delle dipendenze NTLMv2.