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MagicSword: Threat-Driven Application Control per ridurre gli attacchi Living off the Land

Molti attacchi moderni non dipendono da un malware sconosciuto. Abusano di strumenti legittimi già presenti o comunemente autorizzati nell’ambiente: PowerShell, utility Windows, software RMM, driver firmati ma vulnerabili, certificati e binari trusted. In questi scenari un EDR resta essenziale per rilevare e rispondere, ma il controllo dell’esecuzione diventa un ulteriore livello preventivo.

MagicSword è una piattaforma di threat-driven application control progettata per trasformare threat intelligence su strumenti realmente abusati dagli attaccanti in policy di controllo applicativo. L’obiettivo non è sostituire EDR, XDR o SIEM, ma ridurre la superficie di esecuzione prima che una tecnica Living off the Land, BYOVD o RMM abuse diventi una fase utile della kill chain.

magicsword | threat-driven application control

Che cos’è MagicSword

MagicSword combina application control, intelligence sui tool dual-use e workflow di audit/enforcement. Il vendor dichiara di alimentare le policy con oltre 19 fonti di threat intelligence aggiornate ogni due ore, includendo ricerca su LOLDrivers, LOLRMM, Living-off-the-Land binaries, abuso di firmatari e certificati, oltre a indicatori su strumenti amministrativi frequentemente weaponizzati.

Il modello è diverso da una allowlist statica costruita una volta e mantenuta manualmente. Le regole possono essere applicate a livello di signer, publisher, certificate, hash, nome o percorso, permettendo di intervenire su classi di software e componenti che cambiano nel tempo.

Quali problemi affronta

RMM abuse: uso non autorizzato o malevolo di strumenti di remote management legittimi.
BYOVD: caricamento e abuso di driver firmati ma vulnerabili per ottenere capacità kernel-level o disabilitare le difese.
LOLBAS e dual-use tools: utilizzo offensivo di binari e utility legittime già presenti nel sistema.
Signer e certificate abuse: eseguibili firmati o certificati compromessi che superano controlli basati soltanto sulla reputazione.
EDR killers: componenti e driver utilizzati per terminare o indebolire software di sicurezza.
Browser extension visibility: controllo dell’esecuzione in scenari supportati dalla piattaforma.

MagicSword sostituisce l’EDR?

No. Il posizionamento corretto è complementare. Un EDR/XDR osserva telemetria, comportamenti, processi e segnali di compromissione, supportando detection, investigation e response. MagicSword aggiunge un livello di execution control orientato a impedire l’uso di tool e componenti che la policy considera non ammessi o ad alto rischio.

In un’architettura defense-in-depth, la domanda non è “EDR oppure Application Control”, ma quali azioni debbano essere rilevate e quali debbano essere impedite a monte. Questa distinzione è particolarmente rilevante per attacchi malware-free e per tecniche che sfruttano strumenti amministrativi già trusted.

Deployment: agentless o con agente

MagicSword supporta deployment con agente e, nelle funzionalità Enterprise, modalità agentless tramite strumenti di gestione come Microsoft Intune, Microsoft Configuration Manager/SCCM e Group Policy. Il vendor supporta endpoint Windows, macOS e Linux; le capacità di enforcement e telemetria variano in base alla piattaforma e alla policy adottata.

Il percorso consigliato è audit-first: costruzione della policy, distribuzione in Audit, analisi delle applicazioni realmente utilizzate, tuning delle eccezioni e passaggio graduale a Enforce. MagicSword descrive un percorso operativo che può arrivare all’enforcement in circa 48 ore, ma in ambiente enterprise la tempistica reale deve essere definita in base a numerosità, criticità applicativa, software legacy e processi di change management.

Integrazioni con lo stack di sicurezza

Nell’edizione Enterprise sono documentate integrazioni SIEM con Microsoft Sentinel, Splunk ed Elastic e canali di alerting tramite Microsoft Teams, Slack e webhook. Il prodotto può quindi essere inserito in uno stack SOC esistente senza trasformarsi in un silo separato.

Per ambienti Microsoft, l’integrazione con Intune/GPO/SCCM consente inoltre di gestire la distribuzione delle policy utilizzando strumenti già presenti nel ciclo operativo degli endpoint.

Soluzione commerciale Nexsys

Per progettare policy di execution control, audit, rollout e integrazione con EDR/SIEM, consulta la soluzione Application Control aziendale di Nexsys.

Quando ha senso valutare MagicSword

Ambienti EDR/XDR

che hanno già EDR/XDR ma vogliono ridurre il rischio di tool legittimi abusati.

Organizzazioni

con RMM multipli, utility amministrative e software dual-use difficili da governare.

Infrastrutture esposte

a BYOVD, vulnerable-driver abuse o tecniche di EDR killing.

Team

che considerano WDAC potente ma troppo oneroso da mantenere manualmente.

Realtà

che vogliono passare da application control statico a policy alimentate da threat intelligence.

Organizzazioni

che devono produrre evidenze di policy, audit ed enforcement sull’esecuzione software.

L’approccio Nexsys

L’adozione di Application Control deve essere trattata come progetto di sicurezza e non come installazione di un agente. Nexsys parte dall’inventario software e dai tool amministrativi realmente necessari, definisce policy e gruppi di eccezione, attiva una fase di audit, analizza gli impatti e pianifica il passaggio a enforcement per ondate.

L’obiettivo è ridurre la superficie di attacco senza bloccare processi operativi legittimi. Per questo il progetto viene coordinato con Endpoint Protection, gestione endpoint, identity security e SIEM quando queste componenti sono già presenti.

Valuta MagicSword nel tuo ambiente

Richiedi a Nexsys una valutazione tecnica di Application Control e protezione endpoint per definire pilot, policy e modalità di enforcement.

FAQ su MagicSword

Che cos’è MagicSword?

MagicSword è una piattaforma di threat-driven application control che usa intelligence su tool e componenti realmente abusati negli attacchi per generare policy di controllo ed enforcement.

MagicSword sostituisce un EDR o un antivirus?

No. Il posizionamento corretto è complementare: EDR/XDR gestiscono detection e response, mentre MagicSword aggiunge controllo preventivo sull’esecuzione di applicazioni, tool dual-use, driver e altri componenti governati dalla policy.

MagicSword può essere distribuito senza agente?

Il vendor documenta sia deployment con agente sia funzionalità Enterprise agentless tramite Microsoft Intune, SCCM/Configuration Manager e Group Policy.

MagicSword protegge dai driver vulnerabili?

La piattaforma documenta controlli e threat intelligence su LOLDrivers e BYOVD. L’efficacia concreta dipende dalla policy, dallo stato di enforcement e dal coverage delle fonti; va validata sul perimetro reale.

MagicSword supporta Microsoft Sentinel?

Sì. Nell’offerta Enterprise il vendor documenta integrazioni SIEM con Microsoft Sentinel, Splunk ed Elastic.

MagicSword blocca ogni ransomware?

No. Nessun controllo singolo garantisce il blocco di ogni ransomware. MagicSword riduce specifiche superfici di esecuzione e tecniche di abuso; deve essere inserito in una strategia multilivello con EDR, identity security, hardening e recovery.

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