I 10 strumenti più usati dagli attaccanti e come l'azienda si difende
Molti degli strumenti più noti del mondo dell'hacking sono dual-use: gli stessi software che un attaccante impiega per compromettere una rete vengono usati ogni giorno dai professionisti della sicurezza per testarla e proteggerla. Conoscere questo arsenale non serve ad attaccare: è il presupposto per costruire una difesa più efficace, basata su evidenze tecniche, controlli reali e capacità di risposta.
In questa guida analizziamo i principali strumenti citati quando si parla di hacking tools, spiegando per ciascuno l'uso tipico in uno scenario offensivo e la contromisura difensiva da adottare in azienda. Il taglio è deliberatamente difensivo: l'obiettivo è aiutare IT manager, sistemisti, SOC analyst e responsabili sicurezza a ridurre superficie esposta, vulnerabilità e rischio operativo.
Perché un'azienda dovrebbe conoscere gli strumenti degli attaccanti
Non si difende ciò che non si conosce. Capire come opera un attaccante, quali strumenti usa per mappare una rete, individuare vulnerabilità, intercettare traffico o forzare password, permette di anticiparne le mosse: ridurre le esposizioni inutili, configurare il monitoraggio sulle tecniche corrette e dare priorità alle remediation che riducono davvero il rischio.
Questo approccio è coerente con la logica di MITRE ATT&CK, utile per collegare strumenti, tecniche e comportamenti osservabili, e con il NIST Cybersecurity Framework, che organizza la sicurezza in funzioni operative come identificazione, protezione, rilevazione, risposta e ripristino.
Nel toolkit di un ethical hacker professionista esistono decine di strumenti, ma sono pochi quelli che fanno la differenza nelle fasi di exploitation e post-exploitation di un penetration test. Mentre la fase di ricognizione si basa su tool OSINT, l'attacco vero e proprio — sfruttamento di vulnerabilità, escalation di privilegi, movimento laterale, persistenza — richiede strumenti specializzati. In questo articolo selezioniamo i 10 hacking tools più utilizzati dai red team e dai penetration tester nel 2026 per le fasi offensive.
- Information Gathering → tool OSINT (questo articolo non li copre)
- Scanning ed Enumeration → Nmap, Masscan
- Vulnerability Assessment → Nessus, OpenVAS, Burp Suite
- Exploitation ← fase dei tool in questo articolo
- Post-Exploitation ← fase dei tool in questo articolo
Certamente ci sono varie ragioni per le quali una persona intraprende la via dell’illegalità scegliendo di fare l’hacker e abbiamo spiegato le differenze fra i vari tipi di hacker in questo articolo su “Hacker: un po' di chiarezza sui tipi”.
Va sempre ricordato che la natura degli hacker è tecnica e si basa su mezzi informatici utilizzati in maniera malevola, ma che spesso possono utilizzare anche la psicologia e l’ingegneria sociale, e perciò le vulnerabilità della nostra mente, per ottenere password, informazioni o dati sensibili.
I 10 tool più utilizzati per exploitation e post-exploitation
Gli hacker durante i loro attacchi fanno spesso uso di alcuni tools cioè dei software che fanno gran parte del “lavoro”. Vediamo i più utilizzati:
Metasploit

Si tratta di uno degli hacking tools più utilizzati per effettuare exploit e trovare vulnerabilità di un dispositivo. Va utilizzato da riga di comando ed è aggiornato ogni settimana con le più recenti vulnerabilità per ogni sistema operativo, piattaforma e applicazione.
E’ diviso in diversi software:
- Metasploit Framework: versione gratuita ed open source già preinstallata su Kali Linux e disponibile su Windows e OS X;
- Metasploit Community Edition: interfaccia web che effettua scan e permette di trovare varie vulnerabilità;
- Metasploit Express: versione più completa rispetto alla precedente ma con un costo di circa 3.000$ all’anno;
- Metasploit Pro: versione pro che include tutte le funzionalità delle prime due oltre che alcuni tools per effettuare social engineering, brute-force automatico e molto altro ma ad un costo di 15.000$ all’anno.
Per approfondire: vedi la nostra guida Kali Linux & Metasploit: basi di penetration testing.
Acunetix WVS

Si tratta del principale scanner web delle vulnerabilità, infatti effettua scansioni automatiche su siti web standard e personalizzati identificando le debolezze delle applicazioni verso attacchi tipo SQL Injection, XSS, XXE, SSRF, Host Header e molti altri.
Anche questo prodotto è diviso in diversi software:
- Acunetix Standard: è uno scanner di vulnerabilità del web che testa in maniera automatica un sito web per verificare se è vulnerabile ad attacchi hacker. Questo strumento esegue in modo sicuro e automatico attacchi simulati ed evidenzia come un malintenzionato potrebbe accedere ai tuoi sistemi, l’intento è quello di prevenire attacchi reali;
- Acunetix Premium: è un prodotto studiato per aziende di medie e grandi dimensioni le quali devono proteggersi da attacchi rivolti a molti siti e applicazioni web;
- Acunetix 360: è un prodotto cloud based di Web Vulnerability Assessment & Management. E’ stato progettato per qualsiasi realtà aziendale fornendo integrazioni multiple.
Nmap

Tra i migliori strumenti per verificare la sicurezza della propria rete, controllare quali servizi sono in uso e quali porte sono in ascolto.
E’ un software open source sviluppato per avviare port scanning sia in locale sia in remoto su singoli indirizzi IP, privati o pubblici, o sugli intervalli specificati dall’utente così da determinare la presenza di porte aperte.
In sostanza dunque Nmap effettua il discovery di hosts e servizi presenti su una rete informatica inviando pacchetti TCP/UDP manipolati in modo opportuno; questo non solo permetterà un riconoscimento delle porte aperte sui vari hosts ma abiliterà una serie di funzionalità come il riconoscimento del O.S. del sistema target, il nome e la versione dei suoi servizi attivi e la presenza di meccanismi di sicurezza interposti come il firewall.
Il programma di base funziona da linea di comando ma è disponibile anche una pratica interfaccia utente.
Wireshark

Wireshark è fra gli strumenti software per l’analisi della rete più noti e utilizzati. Si tratta di un analizzatore di protocollo che si pone in ascolto sulla rete e cattura i pacchetti in transito mostrandone tutte le peculiarità, riorganizzandoli e permettendo l’effettuazione di ricerche.
Attraverso un packet sniffer come Wireshark è possibile controllare quali attività stanno avvenendo sulla rete locale e raccogliere informazioni utili sulle eventuali comunicazioni svolte in modo non sicuro per esempio la trasmissione di credenziali di accesso in forma non crittografata o scambio di dati non autorizzato.
Il segreto di Wireshark è l’utilizzo di una particolare modalità promiscua sulla scheda di rete: così impostata la scheda è in grado di intercettare tutto il traffico in real time compreso quello diretto ad altri dispositivi o avente origine da essi.
Per quanto riguarda l’uso, Wireshark si utilizza da una applicazione compatibile con Windows, MacOS e Linux.
Hashcat

Si tratta di uno degli hacking tools incluso in Kali Linux, utilizzato per risalire alla password degli utenti, (per esempio quella di Linux o di WordPress memorizzate nel file shadow), partendo dal loro codice hash.
Per funzionare ovviamente oltre al file shadow il software ha bisogno dell’algoritmo di hashing.
Per effettuare il crack delle password bisogna entrare in possesso del file sopra citato salvato sul pc della vittima. Ci sono molti sistemi per averlo e dopo averlo fatto potremmo utilizzare Hashcat per scoprire la password.
E’ quindi il password cracker più veloce in circolazione soprattutto perché per funzionare al meglio sfrutta la GPU della scheda grafica.
Nessus

Nel campo dei security scanner, Nessus è sicuramente uno dei nomi più noti. Per efficacia ed estendibilità è forse il migliore.
Si tratta di un analizzatore di rete gratuito, estremamente versatile e aggiornato. E’ quindi un programma in grado di analizzare da remoto una o più macchine per determinare se queste sono vulnerabili agli attacchi conosciuti e quindi se possono essere violate.
Ciò che rende unico Nessus è che non solo si limita ad eseguire gli exploit basandosi sulla versione del servizio rilevato ma tenta comunque di ”exploitare” realmente tutte le eventuali vulnerabilità.
Ad oggi Nessus è disponibile su sistemi GNU/Linux, WindowsNT e sugli altri sistemi operativi Unix like.
Maltego

Si tratta di uno degli hacking tools creato per fare analisi e sviluppato per il pentesting e l’uso forense. Il suo obiettivo principale è la raccolta delle informazioni sulla base di analisi dei collegamenti e data mining.
Esso consente di generare una mappa dettagliata delle relazioni che si creano fra domini, infrastrutture, ip, persone fisiche, social network ed altre affiliazioni con servizi online, numeri di telefono ed email.
Ci sono disponibili due versioni: la Community, gratuita, e la Commercial a pagamento.
| Community | Commercial |
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Social Engineering Toolkit

Il Social Engineer Toolkit è un software scritto per compiere test di Ingegneria Sociale, quindi creato per entrare in un dispositivo sfruttando le debolezze delle persone. L’ingegneria sociale è appunto quella pratica che mira ad usare il proprio ascendente e le capacità di persuasione per ingannare gli altri.
E.T. è il più potente strumento utilizzato dai criminali di Ingegneria Sociale ed è diventato anche uno standard per il Penetration Testing.
E’ utilizzabile su piattaforme quali Linux e Mac OS X.
Alcuni degli utilizzi più famosi di questo tool sono:
- Sniffing di password Facebook
- Prendere il controllo della macchina di una vittima
- Raccolta di informazioni e dati sensibili degli utenti
W3af

Quando si parla di Cross-site scripting, si intende una vulnerabilità che se sfruttata, consente all’attaccante l’inserimento di un codice JavaScript o VBScript all’interno di un form e in grado di alterare il comportamento di una pagina web. Lo scopo ovviamente potrebbe essere quello di ottenere informazioni protette. W3af è un ottimo web scanner open source in grado di individuare diverse vulnerabilità di una applicazione web, tra le quali alcune falle di tipo XSS.
Si tratta di un codice scritto in python utilizzabile da interfaccia grafica o riga di comando.
Cobalt Strike
Cobalt Strike è la suite commerciale dominante nel red team enterprise. A differenza di Metasploit (focalizzato su exploit-and-shell), Cobalt Strike eccelle nella simulazione di adversary emulation a lungo termine: Beacon (il suo agent C2) supporta jitter, sleep, malleable C2 profiles per emulare il traffic pattern di gruppi APT specifici (es. APT29, Cozy Bear).
Sfortunatamente è anche uno dei tool più abusati da criminali informatici: versioni piratate o trapelate (es. la 4.0 leak del 2020) sono usate nei toolkit di ransomware come Conti, LockBit, BlackCat. Per questo motivo, i moderni EDR hanno detection specifiche.
Use case tipico: red team engagement multi-settimana con obiettivi business-driven (es. "esfiltrare un dato critico dal dominio HR"). Beacon viene desplegato su un endpoint compromesso, comunica con il C2 server via HTTPS/DNS/SMB, supporta movimento laterale con tecniche fileless.
Considerazioni etiche e operative
Tutti i tool elencati hanno uso duale: sono utilizzati legittimamente da red team e ethical hacker, ma anche da criminali informatici (ransomware operators, APT). La differenza non è tecnica ma contrattuale: l'ethical hacker opera con Statement of Work firmato, Rules of Engagement definite, NDA. Senza autorizzazione formale, utilizzare questi tool su sistemi di terzi configura reati gravi.
Per implementare un programma di sicurezza che rilevi questi tool quando usati da attaccanti, vedi i nostri servizi Assessment & Hardening Active Directory e Penetration Test per aziende.
Come imparare a usare questi tool eticamente
Per chi vuole intraprendere una carriera in offensive security, il percorso formativo consigliato:
- Fondamentali: networking + Linux + Windows admin + scripting (Python, PowerShell, Bash)
- Lab personali: HackTheBox, TryHackMe, VulnHub per pratica gratuita
- Certificazione metodologica: Corso Ethical Hacking Avanzato (preparazione CEH)
- Certificazione vendor-neutral: Corso CompTIA PenTest+
- Pen test su Azure: Corso Penetration Test on Azure
- Hands-on senior: OSCP (Offensive Security), CRPT
Come proteggere concretamente la tua azienda
Nessuno di questi strumenti è, di per sé, il problema. Il problema è una postura di sicurezza debole: asset non censiti, servizi esposti, patch mancanti, identità poco protette, assenza di monitoraggio e personale non formato. La difesa efficace nasce dalla combinazione di controlli tecnici, processi e formazione.
Un percorso corretto parte da un risk assessment aziendale, prosegue con un vulnerability assessment e, quando serve, con un penetration test per aziende condotto in modo autorizzato. In parallelo, è necessario rafforzare monitoraggio, hardening, gestione identità e capacità di risposta tramite servizi come SOC as a Service e consulenza cybersecurity.
Sul fronte competenze, Nexsys può supportare team IT e security con percorsi dedicati come il corso ethical hacker, il corso blue team e il corso cybersecurity. Per ridurre il rischio umano, il percorso più indicato è il corso cyber security awareness per utenti aziendali.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra OSINT tools e hacking tools per exploitation?
Gli OSINT tools si usano nella fase 1 del pen test (information gathering / ricognizione) per raccogliere informazioni passive sul target. Gli hacking tools per exploitation si usano nelle fasi 4-5 (exploitation e post-exploitation) per sfruttare attivamente le vulnerabilità identificate. Workflow tipico: OSINT prima, hacking exploitation dopo.
Metasploit è ancora il tool principale per pen test?
Metasploit resta lo standard per exploit-and-shell rapidi, ma per red team operations enterprise oggi viene affiancato (o sostituito) da Cobalt Strike, Sliver e Brute Ratel che offrono OPSEC superiore e capacità di adversary emulation a lungo termine. Per training e CTF Metasploit è ancora insostituibile.
Mimikatz funziona ancora nel 2026?
Mimikatz nella sua forma "standard" è bloccato da quasi tutti gli AV/EDR moderni. Tuttavia esistono varianti (Invoke-Mimikatz fileless, modifiche AMSI bypass, port C# come SafetyKatz) che continuano a funzionare in contesti specifici. Inoltre, su sistemi senza Credential Guard / LSA Protection abilitati, è ancora efficace. Per attacchi puramente Kerberos il tool moderno di riferimento è Rubeus.
Cobalt Strike è legale acquistarlo?
Sì, Cobalt Strike è venduto da Fortra (ex HelpSystems) a entità di sicurezza qualificate dopo verifica del cliente (background check + use case verification). Il costo è circa 5.900$/anno per utente. Le versioni piratate o leaked sono illegali e ampiamente abusate da criminali informatici.
Posso esercitarmi con questi tool legalmente?
Sì, su lab personali isolati o piattaforme dedicate. HackTheBox, TryHackMe, VulnHub offrono ambienti di pratica legali con sistemi appositamente vulnerabili. Mai usare questi tool su sistemi di cui non sei proprietario o senza contratto di pen testing formale — costituisce reato ex artt. 615 ter, 615 quater e 617 quater del codice penale italiano.
Qual è il singolo tool più importante da imparare per chi inizia?
Per chi inizia in offensive security: Metasploit per comprendere il pattern exploit-payload-shell, BloodHound per visualizzare gli attack path AD (lo strumento che insegna a "vedere come attacca un attaccante"), e nmap per la fase di scanning (preliminare ai tool di questo articolo). Padroneggiare questi tre tool copre l'80% degli scenari pen test entry-level.


