Il termine hacker viene spesso usato in modo generico per indicare chi viola sistemi informatici, ma nel mondo della cybersecurity esistono categorie molto diverse tra loro. Un conto è un attaccante criminale che sfrutta vulnerabilità per rubare dati; un altro è un ethical hacker che opera con autorizzazione per individuare falle di sicurezza e aiutare le aziende a correggerle.
Capire la differenza tra white hat, black hat, grey hat, script kiddies e altri profili è utile per interpretare correttamente i rischi cyber, le attività di penetration test e i percorsi di formazione legati alla sicurezza informatica.
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Le tipologie principali
White hat hackers
Conosciuti anche come "ethical hackers", sono esperti di sicurezza informatica che effettuano test sul sistema per individuarne le vulnerabilità. Solitamente lavorano per il governo o per associazioni, con lo scopo di rafforzare la sicurezza di un sistema e proteggerlo dagli attacchi. Se vuoi approfondire l'argomento, abbiamo scritto due guide approfondite sulla figura dell'hacker etico e su come diventare un hacker white hat.
I white hat sono alla base delle attività di penetration test e dei percorsi di formazione ethical hacking.
Hacker etico: cosa fa e perché è importante per le aziende
L’hacker etico, o ethical hacker, utilizza tecniche simili a quelle degli attaccanti reali, ma opera con autorizzazione e con l’obiettivo di migliorare la sicurezza. Le sue attività possono includere vulnerability assessment, penetration test, analisi delle configurazioni, verifica dei privilegi, test su applicazioni web, infrastrutture cloud, Active Directory e servizi esposti su Internet.
Per un’azienda, il valore dell’ethical hacking non è “bucare un sistema”, ma identificare in modo controllato le vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da un attaccante reale e trasformarle in un piano di remediation.
Chi vuole sviluppare queste competenze può seguire un percorso di corso Ethical Hacker, integrandolo con competenze su incident response, Active Directory security, strumenti offensivi e metodologie di penetration test.

Black hat hackers
La controparte dei white hat hackers, conosciuti anche come "crackers". Sono le persone dietro i cosiddetti "cybercrimes". Ricercano le vulnerabilità nei sistemi (sia di un singolo che di un'organizzazione) per ottenere informazioni sensibili e utilizzarle a proprio vantaggio.
Grey hat hackers
I grey hat si posizionano tra le prime due categorie. Essi non utilizzano le informazioni ottenute per un ritorno personale, ma le loro intenzioni potrebbero essere sia buone che cattive. Quel che è certo è che i loro tentativi di infiltrarsi in un sistema non sono autorizzati da un'organizzazione. Un hacker che individua una falla in un sistema governativo, ad esempio, e la rende nota al grande pubblico, non è considerato un black hat finché non utilizza le informazioni per un vantaggio personale. Al contrario, se fornisse la sua conoscenza ai proprietari del sistema violato, non potrebbe essere considerato un white hat in quanto ha agito senza autorizzazione.
Nation sponsored hackers
Questa tipologia comprende tutti quegli esperti di sicurezza che sono stati assunti dal governo con lo scopo di penetrare nei sistemi di altri stati e ottenere informazioni riservate della nazione vittima. Questi hacker hanno a disposizione gli strumenti più avanzati per perpetrare gli attacchi.
Le minacce avanzate richiedono capacità di monitoraggio, rilevamento e risposta. In questi scenari diventano centrali servizi come SOC as a Service, Incident Response Plan e formazione Incident Responder.
Le tecniche usate da attaccanti criminali devono essere analizzate all’interno di un percorso di consulenza cybersecurity e gestione del rischio.
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Altre sfumature di hackers
Script kiddies
Con questo termine ci si riferisce ad hacker "amatoriali" ai quali non interessa possedere troppe conoscenze informatiche. Generalmente utilizzano script già scritti o tool scaricabili per puro divertimento personale. Non sono interessati ad imparare davvero come si crea e dirige un attacco, e neanche alla qualità di ciò che fanno.
Green hat hackers
Simili agli script kiddies per il livello di conoscenza, ma con un'importante differenza: i green hat sono vogliosi di imparare. Frequentano forum e siti, fanno domande, si documentano per imparare il più possibile e migliorare i propri attacchi.
Anche attacchi semplici, se automatizzati, possono creare impatti significativi. Per questo le aziende dovrebbero investire in cybersecurity awareness e formazione di base per gli utenti.

Blue hat hackers
Questa categoria comprende tutti gli script kiddies che perpetrano degli attacchi con l'intenzione di vendicarsi di qualcuno. Anch'essi non hanno interesse nell'imparare, e fanno utilizzo di attacchi semplici con il solo scopo di causare un danno a una persona specifica. I tipici attacchi che utilizzano sono i DDoS.
Red hat hackers
I red hat sono per un certo verso simili ai white hat. Il loro scopo è lo stesso: fermare gli attacchi dei black hat. La differenza però è significativa: mentre i cappelli bianchi si occupano di contrastare e fermare l'attacco, i red hat cercano di annientare totalmente il cracker, lanciando degli attacchi a loro volta, più o meno aggressivi, per distruggere il sistema dell'attaccante.
Tipi di Hacker: le tipologie principali
| Tipo di hacker | Obiettivo | Autorizzazione | Rilevanza per le aziende |
|---|---|---|---|
| White hat | Individuare vulnerabilità e migliorare la sicurezza | Sì | Penetration test, vulnerability assessment, ethical hacking |
| Black hat | Rubare dati, compromettere sistemi o ottenere vantaggi illeciti | No | Minaccia cyber da prevenire e rilevare |
| Grey hat | Individuare falle senza autorizzazione esplicita | No o parziale | Rischio legale e operativo |
| Script kiddies | Usare tool già pronti senza competenza avanzata | No | Rischio frequente per sistemi esposti e mal configurati |
| Nation sponsored | Spionaggio, sabotaggio, intelligence o attacchi mirati | Dipende dal contesto statale | Minaccia avanzata per settori critici |
Come difendersi dagli attacchi hacker
La difesa dagli attacchi hacker richiede un approccio multilivello. Non basta installare un antivirus o un firewall: servono processi, configurazioni corrette, monitoraggio, formazione degli utenti e verifiche tecniche periodiche.
- Penetration test per simulare attacchi reali in modo controllato
- Consulenza cybersecurity per definire priorità e piano di remediation
- Assessment Active Directory per ridurre i rischi legati a identità e privilegi
- Cybersecurity awareness per ridurre il rischio umano
- Incident Response Plan per gestire gli incidenti in modo strutturato
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FAQ sui tipi di hacker
Che differenza c’è tra hacker e cracker?
Nel linguaggio comune hacker viene spesso usato per indicare un attaccante informatico. In senso più preciso, il cracker è chi viola sistemi con finalità illecite, mentre un hacker può anche operare con finalità etiche o di ricerca.
Che cosa fa un ethical hacker?
Un ethical hacker testa sistemi, applicazioni e infrastrutture con autorizzazione, usando tecniche offensive per individuare vulnerabilità e aiutare l’azienda a correggerle.
Qual è la differenza tra white hat e black hat?
Il white hat opera con autorizzazione per migliorare la sicurezza. Il black hat agisce senza autorizzazione con finalità criminali, economiche o distruttive.
Come si diventa ethical hacker?
Serve una base tecnica su reti, sistemi operativi, Linux, sicurezza applicativa, Active Directory, strumenti di penetration test e metodologie di analisi. Un corso ethical hacking permette di costruire un percorso strutturato.
Le aziende dovrebbero fare penetration test?
Sì. Il penetration test consente di simulare attacchi reali in modo controllato e identificare vulnerabilità prima che vengano sfruttate da attaccanti esterni.


