Quando si parla di hacker vengono spesso utilizzate etichette come white hat, black hat e grey hat. Sono termini utili per distinguere chi opera con autorizzazione da chi viola sistemi per finalità illecite, ma non rappresentano una tassonomia formale e universale della cybersecurity.
Nel lavoro di sicurezza è più preciso parlare anche di threat actor: individui o gruppi che possono rappresentare una minaccia e che vengono analizzati in base a motivazione, capacità, accesso e modalità operative. Cybercriminali, hacktivist, gruppi state-sponsored e insider hanno obiettivi molto diversi e richiedono contromisure differenti.
Questa guida chiarisce quindi sia i “cappelli” più conosciuti nel mondo hacking sia le categorie di attaccanti più utili per leggere il rischio cyber di un’azienda.
Capire la differenza tra white hat, black hat, grey hat, script kiddies e altri profili è utile per interpretare correttamente i rischi cyber, le attività di penetration test e i percorsi di formazione legati alla sicurezza informatica.
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Hacker, cracker e threat actor: termini da non confondere
“Hacker” è un termine ampio e non implica automaticamente un’attività criminale. Un professionista può studiare sistemi e vulnerabilità per ricerca, difesa o penetration test autorizzati. Nel linguaggio comune “cracker” viene invece usato per indicare chi viola sistemi con finalità illecite. In ambito professionale è spesso più utile parlare di threat actor, cioè dell’individuo o gruppo che costituisce la sorgente di una minaccia.
Per valutare un attore non basta quindi il colore del “cappello”: contano soprattutto autorizzazione, motivazione, capacità tecniche, risorse, obiettivi e accesso alle risorse aziendali.
Le tipologie principali
White hat hackers
Conosciuti anche come "ethical hackers", sono esperti di sicurezza informatica che effettuano test sul sistema per individuarne le vulnerabilità. Solitamente lavorano per il governo o per associazioni, con lo scopo di rafforzare la sicurezza di un sistema e proteggerlo dagli attacchi. Se vuoi approfondire l'argomento, abbiamo scritto due guide approfondite sulla figura dell'hacker etico e su come diventare un hacker white hat.
I white hat sono alla base delle attività di penetration test e dei percorsi di formazione ethical hacking.
Hacker etico: cosa fa e perché è importante per le aziende
L’hacker etico, o ethical hacker, utilizza tecniche simili a quelle degli attaccanti reali, ma opera con autorizzazione e con l’obiettivo di migliorare la sicurezza. Le sue attività possono includere vulnerability assessment, penetration test, analisi delle configurazioni, verifica dei privilegi, test su applicazioni web, infrastrutture cloud, Active Directory e servizi esposti su Internet.
Per un’azienda, il valore dell’ethical hacking non è “bucare un sistema”, ma identificare in modo controllato le vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da un attaccante reale e trasformarle in un piano di remediation.
Chi vuole sviluppare queste competenze può seguire un percorso di corso Ethical Hacker, integrandolo con competenze su incident response, Active Directory security, strumenti offensivi e metodologie di penetration test.

Black hat hackers
La controparte dei white hat hackers, conosciuti anche come "crackers". Sono le persone dietro i cosiddetti "cybercrimes". Ricercano le vulnerabilità nei sistemi (sia di un singolo che di un'organizzazione) per ottenere informazioni sensibili e utilizzarle a proprio vantaggio.
Grey hat hackers
I grey hat si posizionano tra le prime due categorie. Essi non utilizzano le informazioni ottenute per un ritorno personale, ma le loro intenzioni potrebbero essere sia buone che cattive. Quel che è certo è che i loro tentativi di infiltrarsi in un sistema non sono autorizzati da un'organizzazione. Un hacker che individua una falla in un sistema governativo, ad esempio, e la rende nota al grande pubblico, non è considerato un black hat finché non utilizza le informazioni per un vantaggio personale. Al contrario, se fornisse la sua conoscenza ai proprietari del sistema violato, non potrebbe essere considerato un white hat in quanto ha agito senza autorizzazione.
Nation sponsored hackers
Questa tipologia comprende tutti quegli esperti di sicurezza che sono stati assunti dal governo con lo scopo di penetrare nei sistemi di altri stati e ottenere informazioni riservate della nazione vittima. Questi hacker hanno a disposizione gli strumenti più avanzati per perpetrare gli attacchi.
Le minacce avanzate richiedono capacità di monitoraggio, rilevamento e risposta. In questi scenari diventano centrali servizi come SOC as a Service, Incident Response Plan e formazione Incident Responder.
Le tecniche usate da attaccanti criminali devono essere analizzate all’interno di un percorso di consulenza cybersecurity e gestione del rischio.
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Altre sfumature di hackers
Script kiddies
Con questo termine ci si riferisce ad hacker "amatoriali" ai quali non interessa possedere troppe conoscenze informatiche. Generalmente utilizzano script già scritti o tool scaricabili per puro divertimento personale. Non sono interessati ad imparare davvero come si crea e dirige un attacco, e neanche alla qualità di ciò che fanno.
Green hat hackers
Simili agli script kiddies per il livello di conoscenza, ma con un'importante differenza: i green hat sono vogliosi di imparare. Frequentano forum e siti, fanno domande, si documentano per imparare il più possibile e migliorare i propri attacchi.
Anche attacchi semplici, se automatizzati, possono creare impatti significativi. Per questo le aziende dovrebbero investire in cybersecurity awareness e formazione di base per gli utenti.
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Blue hat hackers
Questa categoria comprende tutti gli script kiddies che perpetrano degli attacchi con l'intenzione di vendicarsi di qualcuno. Anch'essi non hanno interesse nell'imparare, e fanno utilizzo di attacchi semplici con il solo scopo di causare un danno a una persona specifica. I tipici attacchi che utilizzano sono i DDoS.
Red hat hackers
I red hat sono per un certo verso simili ai white hat. Il loro scopo è lo stesso: fermare gli attacchi dei black hat. La differenza però è significativa: mentre i cappelli bianchi si occupano di contrastare e fermare l'attacco, i red hat cercano di annientare totalmente il cracker, lanciando degli attacchi a loro volta, più o meno aggressivi, per distruggere il sistema dell'attaccante.
Tipi di Hacker: le tipologie principali
| Tipo di hacker | Obiettivo | Autorizzazione | Rilevanza per le aziende |
|---|---|---|---|
| White hat | Individuare vulnerabilità e migliorare la sicurezza | Sì | Penetration test, vulnerability assessment, ethical hacking |
| Black hat | Rubare dati, compromettere sistemi o ottenere vantaggi illeciti | No | Minaccia cyber da prevenire e rilevare |
| Grey hat | Individuare falle senza autorizzazione esplicita | No o parziale | Rischio legale e operativo |
| Script kiddies | Usare tool già pronti senza competenza avanzata | No | Rischio frequente per sistemi esposti e mal configurati |
| Nation sponsored | Spionaggio, sabotaggio, intelligence o attacchi mirati | Dipende dal contesto statale | Minaccia avanzata per settori critici |
Tabella comparativa dei principali tipi di hacker e threat actor
Categoria | Autorizzazione / accesso | Motivazione tipica | Rilevanza aziendale |
White hat / ethical hacker | Autorizzato | Migliorare la sicurezza | Penetration test e security assessment. |
Black hat | Non autorizzato | Profitto, furto, sabotaggio | Minaccia esterna diretta. |
Grey hat | Non autorizzato o ambiguo | Ricerca, disclosure, reputazione | Rischio legale e operativo. |
Script kiddie | Non autorizzato | Curiosità, notorietà, danno | Sfrutta vulnerabilità note e sistemi esposti. |
Cybercriminale | Non autorizzato | Profitto | Ransomware, frodi, credenziali, estorsione. |
Hacktivist | Non autorizzato | Ideologia / politica | DDoS, leak, defacement, campagne pubbliche. |
State-sponsored / aligned | Non autorizzato dal target | Spionaggio, influenza, sabotaggio | Minaccia avanzata e persistente. |
Insider threat | Accesso legittimo iniziale | Errore, profitto, vendetta, coercizione | Abuso di privilegi o compromissione di account interni. |
Come difendersi dagli attacchi hacker
La difesa dagli attacchi hacker richiede un approccio multilivello. Non basta installare un antivirus o un firewall: servono processi, configurazioni corrette, monitoraggio, formazione degli utenti e verifiche tecniche periodiche.
- Penetration test per simulare attacchi reali in modo controllato
- Consulenza cybersecurity per definire priorità e piano di remediation
- Assessment Active Directory per ridurre i rischi legati a identità e privilegi
- Cybersecurity awareness per ridurre il rischio umano
- Incident Response Plan per gestire gli incidenti in modo strutturato
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Domande frequenti sui tipi di hacker
Quali sono i principali tipi di hacker?
Nel linguaggio comune le categorie più note sono white hat, black hat e grey hat. In ambito professionale è utile distinguere anche cybercriminali, hacktivist, attori state-sponsored, insider e altri threat actor in base a motivazione e capacità.
Che differenza c’è tra white hat e black hat?
Il white hat opera con autorizzazione per migliorare la sicurezza; il black hat agisce senza autorizzazione con finalità malevole o illecite.
Un grey hat è un ethical hacker?
Non necessariamente. L’ethical hacker opera con un’autorizzazione esplicita e un perimetro definito; il grey hat può effettuare attività senza il consenso del proprietario del sistema.
Che cosa significa threat actor?
È un individuo o gruppo che rappresenta una sorgente di minaccia. Il termine consente di classificare gli attori in base a motivazione, capacità, accesso e comportamento, senza affidarsi solo alle etichette “hat”.
Red Team e red hat hacker sono la stessa cosa?
No. Il Red Team è un team autorizzato che simula un avversario per testare la sicurezza. “Red hat hacker” è un’etichetta informale con definizioni non uniformi.
Che cos’è un hacktivist?
È un attore che conduce attività cyber principalmente per motivazioni politiche, sociali o ideologiche, spesso con azioni dimostrative come DDoS, defacement o data leak.
Che cos’è un insider threat?
È il rischio derivante da una persona con accesso autorizzato che, intenzionalmente o involontariamente, può causare danni a dati, sistemi o processi dell’organizzazione.
Come si diventa ethical hacker?
Servono competenze su reti, sistemi, web security, Active Directory, metodologie di test, strumenti offensivi e soprattutto conoscenza delle regole di ingaggio e dell’autorizzazione necessaria per operare legalmente.


