Prerequisiti tecnici prima del rollout
Prima di abilitare FIDO2 con Cloud Kerberos Trust in produzione, conviene trattare il progetto come un intervento di architettura identita ibrida, non come una semplice opzione di portale. I prerequisiti principali riguardano client, tenant, dominio Active Directory, sicurezza Kerberos, sincronizzazione directory e gestione del dispositivo.
Area | Verifica richiesta |
Client Windows | Windows 10 versione 2004 o successiva, oppure Windows 11. Preferibile standardizzare su build aggiornate e gestite. |
Join del dispositivo | Dispositivi Microsoft Entra joined o hybrid joined, con registrazione corretta e utente sincronizzato. |
Active Directory | Domain Controller Windows Server 2016 o successivi, patching aggiornato, replica sana, DNS e time sync corretti. |
Kerberos | Verificare supporto AES e dismissione algoritmi deboli. Per l’approfondimento operativo vedere disabilitare RC4 in Kerberos. |
Sincronizzazione identita | Entra Connect o Cloud Sync correttamente configurato, con attributi necessari e utenti sincronizzati verso Entra ID. |
Ruoli amministrativi | Privilegi separati tra dominio e cloud; usare account dedicati e tracciare le operazioni eseguite. |
Gestione dispositivi | Policy Intune o GPO coerenti. Nei tenant moderni il canale preferenziale e Endpoint Management e UEM con Microsoft Intune. |
Sicurezza tenant | Verificare metodi di autenticazione, Conditional Access, breakglass e account privilegiati tramite Microsoft 365 Security Assessment. |
Progettazione consigliata Nexsys
L’errore tipico e abilitare FIDO2 a tutti gli utenti senza segmentazione, senza pilota e senza processo di recovery. Un progetto passwordless deve invece partire da un disegno operativo: chi usa FIDO2 fisico, chi usa Windows Hello for Business, quali gruppi vengono abilitati, quali account sono esclusi, come si gestisce lo smarrimento della chiave, quali controlli vengono applicati da Conditional Access e quali risorse on-premises sono coinvolte.
- Assessment iniziale su tenant e dominio, collegando la verifica cloud al Microsoft 365 Security Assessment e la verifica AD all’Assessment & Hardening Active Directory.
- Definizione dei gruppi pilota: IT, amministratori selezionati, utenti high-value, poi progressione per reparti.
- Scelta del metodo: FIDO2 hardware per ruoli critici, Windows Hello for Business per utenti con PC gestiti, eventuali passkey solo dove il modello di rischio lo consente.
- Configurazione Microsoft Entra Kerberos nel dominio Active Directory interessato.
- Distribuzione policy client tramite Intune o GPO, con controlli su TPM, PIN, biometria, hardware security device e cloud trust.
- Test controllati su file share, applicazioni IIS, stampanti, mappature di rete, VPN, accessi remoti e scenari di recovery.
- Rollout progressivo con reportistica, troubleshooting e revisione periodica dei metodi di autenticazione registrati.
Configurazione Microsoft Entra Kerberos
Il cuore tecnico del modello e la creazione dell’oggetto AzureADKerberos nel dominio Active Directory. L’oggetto si comporta in modo simile a un oggetto RODC logico usato da Microsoft Entra ID per l’emissione dei ticket Kerberos necessari. Non e un Domain Controller fisico e non sostituisce il controllo locale delle autorizzazioni.
La configurazione va eseguita con account amministrativi separati per il piano cloud e per il dominio. Nel modello operativo Nexsys e preferibile usare sessioni tracciate, MFA phishing-resistant sugli amministratori e un processo di change documentato. Gli account di emergenza devono essere gia definiti; la guida interna correlata e Breakglass in Entra ID.
Install-Module -Name AzureADHybridAuthenticationManagement -AllowClobber
$domain = $env:USERDNSDOMAIN
$cloudCred = Get-Credential # Hybrid Identity Administrator o ruolo equivalente
$domainCred = Get-Credential # Domain Admin per il dominio interessato
Set-AzureADKerberosServer -Domain $domain `
-CloudCredential $cloudCred `
-DomainCredential $domainCred
Dopo la configurazione, il dominio deve essere verificato lato replica AD, lato portale Entra e lato client. In ambienti multi-dominio o multi-foresta non va dato per scontato che un solo intervento copra tutto il perimetro: ogni dominio interessato va valutato in base a utenti, risorse e trust esistenti.
Abilitazione FIDO2 e metodi passwordless in Entra ID
Il metodo FIDO2 va abilitato in Authentication Methods di Microsoft Entra ID con targeting per gruppi. La configurazione deve essere esplicita: gruppi abilitati, eventuale attestation, restrizioni sui modelli di chiave supportati, criteri di registrazione e processo di revoca. Per account privilegiati e ruoli critici, la governance deve rientrare in un disegno piu ampio di Identity Security.
- Creare gruppi pilota dedicati per FIDO2 e per Windows Hello for Business.
- Abilitare FIDO2 solo ai gruppi selezionati nella prima fase.
- Documentare modelli di security key ammessi, PIN policy e processo di consegna.
- Prevedere almeno un metodo di recupero forte e controllato, evitando ritorni incontrollati a fattori deboli.
- Eseguire audit periodico dei metodi registrati dagli utenti e degli account senza metodo forte.
Policy client: Intune o GPO
Una volta pronto il piano identita, il client deve ricevere policy coerenti. Negli ambienti cloud-managed, Intune e il canale piu naturale per standardizzare Windows Hello for Business, requisiti TPM, PIN, biometria, uso di cloud trust e configurazioni di sicurezza endpoint. Negli ambienti ancora fortemente on-premises, le GPO restano utilizzabili, ma devono essere mantenute coerenti con la strategia Entra ID.
Canale | Configurazioni da presidiare |
Microsoft Intune / Endpoint Management | Abilitare Windows Hello for Business, Cloud Trust for on-premises authentication, requisiti TPM/security device, profili account protection, compliance e Conditional Access. |
Group Policy | Abilitare Windows Hello for Business, usare Cloud Kerberos Trust per autenticazione on-premises, definire policy PIN/biometria e hardware security device dove richiesto. |
Conditional Access | Rendere coerenti i controlli con device compliance, ruoli amministrativi, rischio accesso e metodi di autenticazione resistenti al phishing. |
Test di validazione prima della produzione
Il test non deve limitarsi al fatto che l’utente riesca ad accedere a Windows. Il vero obiettivo e verificare che l’utente acceda senza password e continui a usare le risorse on-premises senza prompt aggiuntivi, senza fallback manuale alla password e senza perdita di autorizzazioni.
- Login Windows con security key FIDO2 o Windows Hello for Business.
- Verifica PRT e stato registrazione dispositivo.
- Accesso a file share SMB con permessi basati su gruppi AD.
- Accesso ad applicazioni interne con Integrated Windows Authentication.
- Mappatura stampanti o drive di rete dove ancora presenti.
- Test da rete aziendale, VPN e scenario remoto previsto dall’organizzazione.
- Verifica ticket con klist e analisi event log Kerberos lato client e Domain Controller.
- Test di smarrimento chiave, reset metodo e revoca accesso.
- Test sugli account esclusi o privilegiati, senza modificare impropriamente la Password Replication Policy.
Comandi utili per troubleshooting
In fase di troubleshooting conviene partire da evidenze semplici: stato dispositivo, PRT, ticket Kerberos, connettivita verso Domain Controller, DNS, time sync, gruppi utente e policy applicate. La presenza di un login passwordless riuscito non garantisce automaticamente che il ticket Kerberos sia utilizzabile verso ogni risorsa locale.
dsregcmd /status
klist
klist purge
whoami /groups
nltest /dsgetdc:contoso.local
Test-NetConnection dc01.contoso.local -Port 88
Test-NetConnection dc01.contoso.local -Port 445
Se il problema riguarda solo alcune risorse, analizzare ACL, SPN, DNS, trust, deleghe e configurazione Kerberos del servizio. Se il problema riguarda tutti gli accessi on-premises dopo login passwordless, la causa e piu probabilmente nella configurazione Entra Kerberos, nella policy client, nella sincronizzazione utente o nella connettivita verso i Domain Controller.
Limiti e scenari da non forzare
FIDO2 con Cloud Kerberos Trust e potente, ma non deve essere interpretato come una soluzione universale per qualsiasi scenario Windows. Alcuni casi richiedono ancora smart card, certificati, PAM, jump server o architetture diverse.
- Non usare FIDO2 come unica risposta per accessi RDP, VDI o login diretto sui server se lo scenario non e supportato.
- Non estendere indiscriminatamente CKT agli account privilegiati senza valutare gruppi built-in, policy di replica password e modello Tier 0.
- Non lasciare password legacy attive senza controllo: il passwordless perde valore se la password resta il fallback principale e attaccabile.
- Non trascurare DNS, time sync e salute dei Domain Controller: Kerberos resta sensibile alla qualita dell’infrastruttura AD.
- Non trattare la sicurezza cloud separatamente da AD. In ambienti ibridi, Identity Security e Assessment & Hardening Active Directory devono essere coordinati.
Account privilegiati, breakglass e recovery
Gli account amministrativi richiedono una progettazione distinta. FIDO2 e un metodo eccellente per account critici, ma non deve eliminare la capacita di recovery. Un tenant deve mantenere account breakglass documentati, monitorati e protetti con criteri coerenti. Allo stesso tempo, gli amministratori non devono usare account privilegiati per attivita quotidiane o per test di rollout utente.
Per questo la configurazione passwordless va collegata a un modello di ruoli, privilegi e account amministrativi. La pagina Nexsys su Microsoft Entra ID Tiering puo essere usata come approfondimento sul piano identita; la guida Breakglass in Entra ID resta invece il riferimento per continuita di accesso amministrativo in scenari critici.
Roadmap di implementazione consigliata
Fase | Obiettivo | Output |
1. Assessment | Verificare tenant, Entra ID, metodi MFA, Conditional Access, AD, Kerberos, client e gruppi pilota. Collegare a Microsoft 365 Security Assessment e Assessment AD. | Gap list tecnica, prerequisiti, rischi, utenti pilota. |
2. Design | Definire chiavi FIDO2, WHfB, criteri Intune/GPO, gruppi, recovery, breakglass, rollout e rollback. | Documento di architettura e piano operativo. |
3. Configurazione | Creare oggetto AzureADKerberos, abilitare metodi Entra, configurare policy client e Conditional Access. | Tenant e dominio pronti per pilota controllato. |
4. Pilot | Validare login passwordless, accesso file share, applicazioni Kerberos, VPN, recovery e supporto helpdesk. | Esiti test, anomalie, correzioni e decisione go/no-go. |
5. Rollout | Distribuire per gruppi progressivi, monitorando registrazioni, ticket, incidenti e fallback. | Rollout controllato e misurabile. |
6. Governance | Audit periodico metodi di autenticazione, chiavi, account privilegiati, ticket Kerberos e compliance dispositivi. | Controllo continuativo e miglioramento della postura. |