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APPROFONDIMENTI E NEWS

VPN: cos’è, come funziona, a cosa serve e quali rischi comporta

Una VPN (Virtual Private Network) è una connessione cifrata che crea un “tunnel” sicuro tra il tuo dispositivo e una rete remota, come quella aziendale: i dati che lo attraversano sono illeggibili per chiunque li intercetti, e il dispositivo lavora come se fosse fisicamente collegato a quella rete. È lo strumento che ha reso possibile il lavoro remoto - ed è anche, se configurato male, una delle porte d’ingresso preferite dagli attaccanti. In questa guida: come funziona davvero, a cosa serve in azienda, dove finiscono le sue protezioni e quali rischi devi gestire.

vpn: cos’è, come funziona, a cosa serve e quali rischi comporta

Cos'è una VPN, in concreto?

Tecnicamente, una VPN è fatta di due ingredienti: un protocollo di tunneling, che incapsula il traffico di rete dentro pacchetti trasportabili su Internet, e la cifratura, che rende quel traffico indecifrabile senza le chiavi. Il risultato è una rete privata “virtuale” perché non richiede cavi dedicati: usa Internet come trasporto, ma con le garanzie di riservatezza di un collegamento privato.

Come funziona: tunneling e cifratura

Quando il client VPN si connette, negozia con il server (o con l’appliance di confine) le chiavi crittografiche e stabilisce il tunnel. Da quel momento ogni pacchetto viene cifrato prima di uscire dal dispositivo e decifrato solo all’altro capo. Gli algoritmi sono gli stessi che proteggono il web moderno - se vuoi capire come lavora la cifratura di trasporto, abbiamo una guida dedicata al protocollo TLS 1.3. Un dettaglio che in azienda conta: con lo split tunneling solo il traffico verso la rete aziendale passa nel tunnel, il resto va diretto su Internet - più efficiente, ma da governare, perché il dispositivo vive contemporaneamente in due mondi.

Remote access e site-to-site: i due tipi di VPN

  • VPN remote access: il singolo dipendente si collega alla rete aziendale da casa o in mobilità. È il caso più comune - e quello con la superficie d’attacco più ampia, perché moltiplica credenziali e dispositivi esposti.
  • VPN site-to-site: collega stabilmente due reti - sede e filiale, azienda e datacenter - attraverso i rispettivi firewall. Trasparente per gli utenti, va presidiata a livello di appliance e regole.

I protocolli più usati

IPsec/IKEv2 è lo standard delle site-to-site e delle implementazioni enterprise; OpenVPN resta il riferimento open source, maturo e flessibile; WireGuard è il più recente - codice minimale, prestazioni eccellenti, adottato ormai anche in ambito enterprise; le SSL VPN basate su portale web hanno il pregio di funzionare ovunque ma sono anche la categoria più colpita da vulnerabilità critiche negli ultimi anni: se ne usi una, il patching dell’appliance non è negoziabile. Protocolli legacy come PPTP sono da considerare deprecati: la loro cifratura è violabile.

A cosa serve una VPN in azienda

Accesso remoto

Accesso remoto a gestionali, file server e risorse interne per chi lavora fuori sede.

Reti e filiali

Collegamento sicuro di sedi, filiali e ambienti cloud in un’unica rete logica.

Protezione traffico

Protezione del traffico su reti non fidate: Wi-Fi pubblici, hotel, coworking.

Accessi terze parti

Accessi controllati per fornitori e manutentori esterni - il caso più delicato: accessi di terzi che vanno segmentati, limitati nel tempo e registrati.

Cosa una VPN NON fa: i limiti di sicurezza

Qui cadono molte aziende: la VPN cifra il trasporto, non rende sicuro ciò che ci passa sopra. Non blocca malware e phishing, non protegge un PC già compromesso - anzi, gli dà una strada diretta verso la rete aziendale - e non sostituisce la protezione degli endpoint né la sicurezza informatica aziendale nel suo complesso. Un tunnel cifrato con dentro un laptop infetto è solo un attacco cifrato.

I rischi reali

Nella nostra attività di incident response, l’accesso VPN compromesso è tra i vettori iniziali più frequenti. Tre scenari dominano: credenziali rubate o riusate (phishing o data breach di terzi) usate su VPN senza MFA; appliance VPN non aggiornate con vulnerabilità note sfruttate in massa; accessi troppo larghi, dove entrare in VPN significa vedere tutta la rete e muoversi lateralmente. Se sospetti che sia già successo, qui trovi come capire se sei stato hackerato; per l’approfondimento tecnico su questi scenari abbiamo una analisi dedicata ai rischi della VPN in accesso remoto.

Oltre la VPN: MFA, ZTNA e segmentazione

La direzione del mercato è chiara: la VPN resta utile, ma da sola non basta più. Tre evoluzioni da mettere in agenda: MFA obbligatoria su ogni accesso remoto (azzera il valore delle credenziali rubate); segmentazione della rete, così che l’accesso VPN apra solo le risorse necessarie a quel ruolo; e la transizione verso lo ZTNA (Zero Trust Network Access), dove l’accesso non è più “alla rete” ma alla singola applicazione, verificando identità e stato del dispositivo a ogni richiesta. È il percorso che progettiamo con la nostra consulenza cybersecurity per aziende.

Checklist: configurare una VPN aziendale in sicurezza

MFA attiva per tutti gli account VPN, nessuna eccezione (nemmeno per gli amministratori: soprattutto per loro).
Patching prioritario per appliance e concentratori VPN, con finestre rapide per le vulnerabilità critiche.
Protocolli moderni (IKEv2, OpenVPN, WireGuard); PPTP e configurazioni legacy dismesse.
Accessi per ruolo: la VPN apre segmenti, non l’intera rete; regole dedicate e a scadenza per i fornitori.
Split tunneling deciso, non subito: scelta esplicita e documentata in base al profilo di rischio.
Log degli accessi centralizzati e monitorati: rilevamento di orari anomali, geografie impossibili e tentativi falliti.
Verifica periodica dall’esterno: un penetration test del perimetro dice se la porta d'ingresso regge davvero.

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Domande frequenti

Una VPN rende anonimi?

No. Nasconde il traffico a chi sta sulla rete locale e all’ISP, ma il fornitore del servizio VPN (o l’azienda, nel caso aziendale) vede le connessioni. L’anonimato è un’altra disciplina; la VPN è riservatezza del trasporto.

VPN aziendale e VPN commerciale sono la stessa cosa?

No: la VPN aziendale collega i dipendenti alle risorse interne dell’azienda; i servizi commerciali instradano la navigazione personale attraverso i server del fornitore. Tecnologia simile, scopi diversi.

La VPN protegge dai virus?

No: cifra il canale, non controlla i contenuti. Malware e phishing viaggiano tranquillamente dentro un tunnel cifrato - servono protezione endpoint e formazione degli utenti.

La VPN è ancora necessaria con il cloud?

Per le risorse on-premises ; per le applicazioni cloud l’accesso moderno passa da identità, MFA e accesso condizionale, e la direzione è lo ZTNA. La maggior parte delle aziende oggi vive in un modello ibrido.

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