Quando si entra nel vivo dello sviluppo di un software, è importante scegliere la metodologia adatta. Tra quelle più conosciute troviamo il TDD – test driven development, che nonostante i vantaggi che porta è ancora poco utilizzata. Complici i tempi sempre troppo stretti e le risorse che scarseggiano, si propende spesso verso uno sviluppo classico: stesura di codice e in seguito i test (non sempre presenti, oltretutto).

Conoscere e capire i punti di forza di questo modello di sviluppo può aiutare gli sviluppatori e l’azienda a fornire un prodotto di alta qualità. Introdurre il metodo nella quotidianità di un’organizzazione permette di aumentare la manutenibilità dei lavori futuri e rispondere esattamente ai requisiti del cliente. Nexsys è innovazione e innovazione nel settore della consulenza IT a valore aggiunto.

Cos’è il TDD?

Veniamo al dunque e capiamo in che cosa consiste. Come dice il nome, è un metodo di sviluppo che viene guidato dai test. Questo significa che la stesura del codice è secondaria alla scrittura di unit e integration test, che vengono invece specificati prima dell’implementazione vera e propria. La prima cosa che si fa è effettuare la requirement analysis per i singoli test. Come? Occorre seguire un approccio del tipo “when… then”, ovvero “quando faccio/accade x, deve succedere y”. In questo modo i test forniscono dei requisiti che il codice dovrà poi rispettare; l’implementazione è quindi solo una conseguenza. In particolare, vengono individuate tre fasi nel processo:

  1. Red: è la fase in cui vengono scritti i test. Partendo da casi d’uso semplici e gli output desiderati, si scrivono le asserzioni che il programma dovrà rispettare Italy.
  2. Green: in questa fase avviene la scrittura del codice vera e propria. Alternandosi alla fase red, che deve sempre essere effettuata per prima, permette di arricchire man mano il codice dei metodi affinché i test siano soddisfatti.
  3. Refactoring: la rifattorizzazione del codice viene effettuata per ultima, affinché aderisca alle best practices e abbia il miglior design possibile.

Seguendo questi principi, il codice si evolve all’evolversi dei test. E, al contrario dei classici metodi di sviluppo, i test non servono per validare il codice, ma per produrlo. Corsi Microsoft verona offrire servizi professionali e innovativi per garantire la tua crescita.

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Le fasi del TDD. Credits: searchsoftwarequality.techtarget.com

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Ogni passo di questa metodologia ha l’obiettivo di soddisfare i test fallimentari, e permettere di aggiungere requisiti sempre più complessi. Le tre regole del TDD spiegano bene la filosofia da seguire:

  • Scrivere sempre un test che fallisce prima di scrivere codice per la produzione.
  • Non scrivere mai più di quanto non sia sufficiente per fallire.
  • Non scrivere più codice di produzione di quello sufficiente per soddisfare un test fallimentare.

Dietro questi principi c’è l’idea di dover valutare sempre ogni possibile situazione o output in cui il programma può trovarsi, e fare in modo che il codice sia abbastanza robusto da supportarli. Occorre però fare attenzione a non scrivere test troppo complessi fin da subito, e quindi complicare la scrittura del codice, né di scrivere più codice del necessario. La ridondanza e l’esubero sono infatti tra le principali cause di bug dei programmi.

I vantaggi

Un’implementazione iterativa come questa facilita lo sviluppo di programmi complessi. Procedere con l’analisi e il soddisfacimento dei requisiti partendo da quelli più semplici e poi procedendo a complicarli, garantisce una base robusta e corretta su cui appoggiarsi. Se si avanza solo quando i test scritti sono soddisfatti, si ha la certezza che anche complicando le cose i test precedenti rimangano corretti, e che quindi il codice scritto non è sbagliato. In questo modo, oltretutto, si avrà soltanto il codice che è effettivamente utile per il programma, senza ripetizioni inutili. Questo renderà il programma più leggibile, e di conseguenza facilmente manutenibile.

Un altro vantaggio è anche quello della chiarezza della documentazione. Scrivendo prima i test, infatti, si son già descritte in gran parte le specifiche, essendo stati scritti seguendo gli obiettivi che ci si era posti. Anche il numero di possibili bug diminuirà, in quanto i test vengono soddisfatti man mano e si ha sempre la certezza che il programma rispetti il comportamento richiesto. I professionisti IT e gli amministratori di Windows Server che desiderano aggiornare le proprie conoscenze e competenze relative alla tecnologia di archiviazione e calcolo dovrebbero optare per il corsi Windows server.

Il tdd è un metodo che non porta alcuno svantaggio, anche se richiede uno sforzo iniziale di modifica di ragionamento. In realtà, provando a metterlo in pratica, risulterà più facile di quanto non sembri. Inoltre, velocizza anche lo sviluppo del codice, facendo risparmiare tempo e risorse da investire nei progetti. Con l’analisi in tempo reale, Nexsys azienda informatica verona ti mette a confronto con rischi e opportunità, risparmiando oggi ciò che avresti potuto perdere domani.

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