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Kali Linux: cos’è e come si usa nel penetration testing

Kali Linux è una distribuzione GNU/Linux basata su Debian e sviluppata da OffSec, progettata per il penetration testing, la sicurezza offensiva e l'analisi forense. Include preinstallati oltre 600 strumenti per la raccolta di informazioni, l'analisi delle vulnerabilità, lo sfruttamento e le attività forensi, ed è la piattaforma di riferimento nei percorsi di formazione per ethical hacker.

Può essere eseguita come sistema installato, in macchina virtuale, in modalità live da USB, su dispositivi ARM come il Raspberry Pi oppure direttamente dentro Windows tramite WSL. In questa guida vediamo che cosa contiene, come si installa, quali strumenti contano davvero e come si colloca in un'attività di penetration test condotta in modo professionale.

kali linux: cos'è e come si usa nel penetration testing

Che cos'è Kali Linux

Kali nasce come evoluzione di BackTrack e viene mantenuta da OffSec, la stessa organizzazione che gestisce le certificazioni della famiglia OSCP. È una rolling release costruita sul ramo di sviluppo di Debian: gli aggiornamenti arrivano in modo continuo, con rilasci periodici che consolidano le novità.

La caratteristica che la distingue non è il sistema operativo in sé - sotto è Debian - ma la curatela del parco strumenti: i tool sono impacchettati, aggiornati e organizzati in metapacchetti tematici, così da poter installare solo l'insieme che serve invece dell'intero catalogo.

Le architetture di riferimento sono amd64 e arm64. Il progetto distribuisce immagini pronte per i principali hypervisor, per WSL, per i dispositivi ARM e per l'uso live. Il catalogo completo degli strumenti è consultabile su kali.org/tools, mentre l'elenco dei metapacchetti è documentato su kali.org/docs.

Kali Linux è legale?

Sì. Scaricare, installare e utilizzare Kali Linux è pienamente legale: è un sistema operativo open source e il possesso di strumenti di sicurezza non costituisce reato. Ciò che determina la liceità non è lo strumento, ma il perimetro dell'attività.

Usare gli strumenti di Kali contro sistemi per i quali non si dispone di un'autorizzazione scritta configura invece ipotesi di reato previste dal codice penale italiano. Un'attività di sicurezza offensiva è lecita quando è autorizzata dal titolare dei sistemi, delimitata in un perimetro concordato e documentata: approfondiamo il quadro normativo e le condizioni contrattuali nella nostra guida al penetration test.

Per esercitarsi in sicurezza esistono ambienti pensati allo scopo: macchine deliberatamente vulnerabili in un laboratorio isolato, piattaforme di training online e i lab dei percorsi certificati. Nella nostra guida pratica con Kali e Metasploit mostriamo come costruire un laboratorio di questo tipo. Non serve - e non è consentito - testare su sistemi di terzi.

Come si installa Kali Linux

Esistono quattro modalità di utilizzo, con implicazioni diverse.

Macchina virtuale. È la scelta consigliata per iniziare: isolamento pieno, possibilità di snapshot prima di ogni esercitazione e nessun impatto sul sistema ospite. OffSec distribuisce immagini già pronte per i principali hypervisor.

Live da USB. Utile per interventi su macchine fisiche e per l'analisi forense, perché non scrive sul disco del sistema esaminato.

Installazione nativa. Ha senso su hardware dedicato, tipicamente per chi lavora quotidianamente su attività offensive.

WSL su Windows. La via più rapida per avere gli strumenti a portata di mano dentro Windows, con il limite di un isolamento minore rispetto a una macchina virtuale.

Installare Kali su Windows con WSL

Su Windows 11 e su Windows 10 aggiornato è sufficiente un comando. Apri PowerShell con privilegi amministrativi ed esegui:

wsl --install -d kali-linux

Al termine riavvia il sistema. Al primo avvio Kali chiede di creare un utente e una password, poi conviene allineare i pacchetti:

sudo apt update && sudo apt full-upgrade -y

L'installazione WSL è minimale e non contiene il parco strumenti completo. Per aggiungerlo si usano i metapacchetti: il più contenuto raccoglie gli strumenti di uso più frequente, quello predefinito corrisponde all'installazione desktop standard.

sudo apt install -y kali-linux-headless
sudo apt install -y kali-tools-top10

kali linux: cos'è e come si usa nel penetration testing

kali linux: cos'è e come si usa nel penetration testing

kali linux: cos'è e come si usa nel penetration testing

Usare gli strumenti grafici: WSLg e Win-KeX

Molti strumenti - Wireshark, Burp Suite, Maltego - hanno un'interfaccia grafica. Sulle versioni recenti di Windows le applicazioni grafiche Linux funzionano direttamente grazie a WSLg, senza configurazioni aggiuntive. Se invece serve un desktop Kali completo dentro Windows, si installa Win-KeX:

sudo apt install -y kali-win-kex kex --win -s

È la sostituzione moderna della vecchia procedura basata su xrdp: non serve più installare un server desktop remoto né configurare manualmente le sessioni.

kali linux: cos'è e come si usa nel penetration testing

Le credenziali predefinite di Kali

Dalla versione 2020.1 Kali non usa più l'accesso come root. L'installazione crea un utente non privilegiato - per impostazione predefinita kali con password kali - e i comandi che richiedono elevazione si eseguono con sudo. Le vecchie credenziali root / toor, che compaiono ancora in molte guide online, non sono più valide.

Se il comando wsl--install non è disponibile

Su installazioni Windows non aggiornate può essere necessario abilitare manualmente le funzionalità. Da prompt dei comandi con privilegi amministrativi:

dism.exe /online /enable-feature /featurename:Microsoft-Windows-Subsystem-Linux /all /norestart dism.exe /online /enable-feature /featurename:VirtualMachinePlatform /all /norestart

Dopo il riavvio si imposta WSL 2 come predefinito e si installa la distribuzione:

wsl --set-default-version 2

Gli strumenti di Kali Linux

Elencare seicento strumenti non serve a nessuno. Quello che conta è capire a quale fase del lavoro appartengono: un penetration test segue una sequenza, e ogni fase ha i suoi strumenti di riferimento.

Raccolta d'informazioni

È la fase iniziale: si costruisce la mappa del bersaglio prima di toccarlo. Si distingue fra ricognizione passiva, che non genera traffico verso l'obiettivo, e ricognizione attiva, che invece lo interroga direttamente.

Nmap - lo scanner di rete di riferimento: individua host attivi, porte aperte, servizi e versioni, e attraverso il suo motore di scripting esegue controlli mirati. È lo strumento che si impara per primo e che si continua a usare per sempre.

arp-scan e netdiscover - individuano rapidamente i dispositivi attivi su una sottorete locale sfruttando il protocollo ARP, che associa gli indirizzi di livello rete agli indirizzi fisici.

Masscan - scansione di porte su larghissima scala, utile quando il perimetro da coprire è ampio e serve una prima passata veloce da approfondire poi con Nmap.

theHarvester - raccoglie da fonti pubbliche indirizzi e-mail, sottodomini, host e nomi associati a un dominio. È il punto di partenza tipico della ricognizione passiva.

Amass e dnsrecon - enumerazione di sottodomini e ricognizione DNS, per far emergere la superficie esposta che l'organizzazione spesso non sa di avere.

SpiderFoot e Maltego - automatizzano la correlazione OSINT e restituiscono le relazioni fra domini, indirizzi, persone e organizzazioni in forma navigabile.

È la fase che determina la qualità di tutto il resto: un perimetro mappato male produce un test parziale. Nella metodologia in cinque fasi spieghiamo come la ricognizione si incastra con le fasi successive.

Analisi delle vulnerabilità

Individuata la superficie, si cercano le debolezze. Qui la distinzione importante è fra rilevare una vulnerabilità e dimostrarne la sfruttabilità: la scansione produce un elenco di possibilità, non di certezze.

Greenbone Vulnerability Management (GVM) - il framework di vulnerability scanning open source erede di OpenVAS, con un ampio catalogo di test e reportistica strutturata.

Nuclei - esegue controlli basati su template mantenuti dalla comunità: rapido da aggiornare e adatto a verifiche ripetibili su molti bersagli.

Nikto - scansione di server web alla ricerca di configurazioni deboli e file esposti.

sqlmap - rileva e sfrutta vulnerabilità di SQL injection sui principali motori di database, automatizzando l'estrazione dei dati a fini di verifica.

WPScan - specifico per WordPress: enumera temi, plugin e utenti e confronta le versioni con le vulnerabilità note.

Un elenco di vulnerabilità non è ancora una valutazione del rischio: una criticità su un sistema esposto e una sulla stessa tecnologia in un ambiente isolato non hanno lo stesso peso. È la differenza fra una scansione e un risk assessment aziendale.

Sfruttamento

Metasploit Framework - la piattaforma di exploitation più diffusa, organizzata in moduli per exploit, payload, attività ausiliarie e post-sfruttamento. È integrata in Kali.

msfvenom - genera payload personalizzati nei formati richiesti dal contesto del test.

searchsploit - consultazione locale dell'archivio Exploit-DB, utilizzabile anche su macchine senza connessione.

Impacket - raccolta di strumenti Python per interagire con i protocolli di rete Windows: è lo strumento chiave nei test su domini Active Directory.

Social Engineering Toolkit (SET) - predispone scenari di attacco che sfruttano il fattore umano, dal phishing simulato alle pagine clone.

Se vuoi vedere il ciclo completo su un bersaglio reale ma innocuo, nel laboratorio con Kali e Metasploit costruiamo un ambiente isolato ed eseguiamo un exploit dall'inizio alla fine.

Password e credenziali

hashcat - recupero di password da hash con accelerazione su GPU: è oggi lo strumento di riferimento della categoria.

John the Ripper - alternativa storica, molto flessibile nella gestione dei formati e delle regole di mutazione.

hydra - tentativi di autenticazione contro servizi di rete, utile per verificare la presenza di credenziali deboli e l'efficacia delle politiche di blocco.

Applicazioni web

Burp Suite - proxy di intercettazione e piattaforma di analisi: è lo strumento centrale di qualsiasi test applicativo.

OWASP ZAP - alternativa open source con scansione automatica e strumenti di analisi manuale.

ffuf e feroxbuster - individuano contenuti e percorsi non collegati navigando lo spazio delle URL; hanno sostituito nell'uso corrente i vecchi strumenti di directory brute force.

whatweb - riconosce le tecnologie in uso su un sito: CMS, framework, librerie, server.

Reti wireless

Aircrack-ng - la suite di riferimento per il monitoraggio del traffico 802.11 e la verifica della robustezza delle reti WiFi.

Wifite - automatizza le sequenze di test più comuni orchestrando gli strumenti sottostanti.

Kismet - rilevamento e mappatura di reti e dispositivi wireless, anche oltre il WiFi.

Bettercap - framework per attacchi di rete e analisi del traffico, dalle reti cablate al Bluetooth Low Energy.

Post-sfruttamento e Active Directory

È l'area cresciuta di più negli ultimi anni, ed è quella che conta davvero nei test in ambiente aziendale: quasi nessuna infrastruttura italiana è priva di un dominio Active Directory.

BloodHound - mappa le relazioni e i percorsi di escalation dentro un dominio Active Directory, rendendo visibili catene di privilegi che nessuna analisi manuale troverebbe.

NetExec - esecuzione e verifica su larga scala nei domini Windows; è il successore mantenuto di CrackMapExec.

Responder - intercetta le richieste dei protocolli di risoluzione dei nomi tipici delle reti Windows per raccogliere credenziali.

Le debolezze che questi strumenti fanno emergere sono quasi sempre di configurazione, non di prodotto. Le abbiamo raccolte nell'analisi delle vulnerabilità Active Directory più comuni, e sono lo stesso perimetro coperto dal nostro servizio di assessment e hardening di Active Directory.

Analisi forense

Autopsy - piattaforma di analisi forense su immagini di dischi e supporti.

Volatility - analisi della memoria volatile, indispensabile quando l'indagine riguarda codice mai scritto su disco.

Wireshark - analisi del traffico di rete catturato, utile tanto in fase offensiva quanto in risposta agli incidenti.

La modalità forense di Kali, avviabile dal menu di boot, non monta i dischi né le partizioni di swap e disabilita il montaggio automatico dei dispositivi: nulla viene modificato senza un'azione esplicita dell'operatore.

Strumenti storici, oggi sostituiti

Molte guide continuano a citare strumenti che non sono più mantenuti o non fanno più parte dei metapacchetti Kali. Vale la pena sapere che esistono, ma nel lavoro corrente si usa altro:

Strumento storicoSostituto attuale
SPARTALegion
DirBuster, Webslayerffuf, feroxbuster, gobuster
Backdoor Factorymsfvenom, Shellter
Cookie CadgerWireshark, Burp Suite
Automater, OSRFrameworkSpiderFoot, theHarvester, Maltego
Pyrithashcat
CrackMapExecNetExec

Vuoi usare questi strumenti in un contesto professionale?

Conoscere i tool è il punto di partenza, non l'obiettivo. Il corso Ethical Hacking di Nexsys, tenuto da trainer certificati, ti porta dalla ricognizione al report seguendo la metodologia usata nei test reali, con esercitazioni in ambiente controllato.

kali linux: cos'è e come si usa nel penetration testing 

Come si usa Kali in un penetration test

Kali è una cassetta degli attrezzi, non una metodologia. La differenza fra usare gli strumenti e condurre un penetration test sta nel processo, e il processo esiste prima della distribuzione.

1

Definizione del perimetro e autorizzazione

Si concordano i sistemi in scope, le finestre temporali, le tecniche ammesse e i contatti per l'escalation. Senza questo passaggio, formalizzato per iscritto, l'attività non è un test.

2

Raccolta di informazioni

Si costruisce la mappa del bersaglio, partendo dalle fonti pubbliche e passando poi alla ricognizione attiva.

3

Analisi delle vulnerabilità

Si identificano le debolezze e si stabilisce quali meritano una verifica di sfruttabilità.

4

Sfruttamento e post-sfruttamento

Si dimostra l'impatto reale, valutando fin dove è possibile spostarsi lateralmente e a quali dati si arriverebbe.

5

Reporting

Si documentano percorso, impatto e azioni correttive in ordine di priorità. È il prodotto vero del lavoro.

Il report è la parte che distingue un'attività professionale da un'esercitazione: un exploit riuscito non è un risultato, è una prova a supporto di una raccomandazione. Trovi il dettaglio di ogni fase nella guida al penetration test per aziende.

Come imparare a usare Kali in modo professionale

Il percorso tipico non parte dagli strumenti offensivi ma da ciò che li rende comprensibili: reti, protocolli e amministrazione dei sistemi. Chi salta questa base impara a lanciare comandi senza saper interpretare i risultati.

Il passo successivo è la metodologia, ed è qui che entra la formazione strutturata: il corso Ethical Hacking copre le tecniche offensive allineandosi allo standard CEH, mentre il corso Penetration Test si concentra sulla conduzione dell'attività e sulla stesura del report. L'intera offerta tecnica è raccolta nel catalogo cybersecurity per IT PRO.

Se ti stai chiedendo quale certificazione abbia senso per il tuo profilo, abbiamo messo a confronto CEH, OSCP ed eJPT; se invece la domanda è più a monte - che lavoro è, quali competenze servono, quali sono gli sbocchi - parte tutto da come diventare hacker etico.

Sul fronte aziendale il tema si sposta: non si tratta di imparare a usare Kali, ma di sapere quanto è esposta la propria infrastruttura. È il perimetro della nostra consulenza cybersecurity e, per la parte offensiva, del servizio di penetration test per aziende. Per la sensibilizzazione delle persone, che resta il vettore più sfruttato, esiste il corso di Cyber Security Awareness.

Domande frequenti su Kali Linux

Che cos'è Kali Linux?

Kali Linux è una distribuzione GNU/Linux basata su Debian e mantenuta da OffSec, dedicata al penetration testing e all'analisi forense. Include oltre 600 strumenti preinstallati per ricognizione, analisi delle vulnerabilità, sfruttamento e attività forensi, ed è lo standard di fatto nei percorsi di formazione per ethical hacker.

Kali Linux è legale in Italia?

. Scaricare e usare Kali Linux è legale: è software open source e il possesso di strumenti di sicurezza non è reato. Diventa illecito l'uso contro sistemi di terzi senza autorizzazione scritta del titolare. Un'attività professionale è lecita quando è autorizzata, delimitata da un perimetro concordato e documentata.

Quali sono le credenziali predefinite di Kali Linux?

Dalla versione 2020.1 l'utente predefinito è kali con password kali, non più root / toor. Kali adotta un modello a utente non privilegiato: i comandi che richiedono elevazione si eseguono con sudo.

Si può installare Kali Linux su Windows?

, tramite WSL. Da PowerShell con privilegi amministrativi si esegue il seguente comando e si riavvia:

>wsl --install -d kali-linux

Per gli strumenti con interfaccia grafica si usa WSLg oppure il pacchetto kali-win-kex. In alternativa si può usare una macchina virtuale, che offre un isolamento maggiore.

Serve Kali Linux per fare un penetration test?

No: Kali è una raccolta di strumenti, non una metodologia. Un penetration test si può condurre da qualsiasi sistema, e ciò che ne determina la qualità è il processo - perimetro, ricognizione, analisi, sfruttamento, post-sfruttamento, reporting - non la distribuzione usata.

Come si impara a usare Kali Linux in modo professionale?

Il percorso tipico parte dalle basi di reti e sistemi Linux, prosegue con la metodologia della sicurezza offensiva e si consolida con la pratica in laboratori isolati. I percorsi certificati, come quelli allineati allo standard CEH, forniscono struttura e un ambiente di esercitazione legale.

Formazione

Corso Ethical Hacking

Dalle tecniche offensive allo standard CEH, con trainer certificati e laboratori guidati.

Percorso

Diventare ethical hacker

Competenze richieste, certificazioni a confronto e sbocchi professionali reali.

Servizi

Penetration test per aziende

Valutazione su perimetro concordato, con report e piano di remediation prioritizzato.

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