Il cloud è ormai qualcosa di imprescindibile. Le soluzioni possibili sono tante, e il livello qualitativo di servizio che offrono è in continuo aumento. Tra i vari nomi spicca anche Azure, la piattaforma di Microsoft che permette alle aziende di creare e distribuire servizi e soluzioni senza investire in hardware e conseguente manutenzione.

Azure offre soluzioni ibride per il cloud e più di 100 servizi end-to-end, come applicazioni web reattive, bot e realtà aumentata. Tra i servizi di gestione più interessanti spicca Azure Log Analytics, legato all’analisi dei dati e alla memorizzazione dei log dell’intera piattaforma.

Cos’è Azure Log Analytics

Man mano che aumenta il numero dei server con cui un’azienda ha a che fare, è importante che il loro monitoraggio venga fatto correttamente e in maniera più precisa possibile. Azure Log Analytics si presenta come una soluzione supplementare per il controllo dei server, fornendo una visione unificata e precisa. Essendo un web-tool, non ha bisogno di installazione, quindi è immediato farlo entrare in funzione. Azure si presenta come uno workspace in cui si ha una visione generale dello stato dei server, delle risorse e dei servizi offerti in cloud. Visualizzando le performance delle applicazioni, permette di identificare proattivamente eventuali problemi e tutte le risorse che ne risentono.

Il workspace di Azure Log Analytics

Il workspace di Azure Log Analytics. Credits: www.petri.com

Il servizio di monitoring raccoglie e mantiene tutti i dati di telemetria, sia da origini locali che di Azure. I log vengono aggregati e archiviati, e ottimizzati a livello di costo e prestazioni, in modo da identificare i problemi il più rapidamente possibili. Sui dati aggregati è inoltre possibile effettuare delle query per interagire e ottenere informazioni più dettagliate da volumi di dati elevati e che non possono essere analizzati “a mano”. Il linguaggio di query utilizzato è Kusto.

Le query possono essere utilizzate in diversi modi e per differenti scopi. Ad esempio, è possibile definire delle alert rule per identificare una specifica classe di problemi e generare un alert quando se ne verifica uno. Ogni volta che la query viene lanciata, vengono analizzati i risultati tramite algoritmi di Machine Learning e il sistema determina se deve essere creato un avviso per l’utente. Interrogare i log è fondamentale anche per generare dashboard e viste, che danno una visione più immediata e user-friendly dell’andamento dei servizi. Ciò risulta molto utile nel caso si volessero identificare dei trend nei dati ed effettuare analisi di data mining più approfondite.

Se utilizzato con sufficiente conoscenza e consapevolezza, il tool permette di ottenere dei vantaggi significativi per la corretta gestione dei propri servizi.

Costi e regole di gestione dei dati

Azure offre un piano free che può essere utilizzato dalle piccole aziende. Esso limita la quantità di dati giornalieri a 500MB, e non è quindi pensabile di adottare questa soluzione per business di medio impatto. Nel piano a pagamento, invece, non esiste un limite, e il prezzo è di 2.30 dollari per ogni GB al mese. In generale, i primi 60 giorni sono gratuiti.

Il periodo di conservazione dei dati archiviati è per l’appunto un mese, precisamente 31 giorni, ma è possibile variarlo in modo semplicissimo. È sufficiente collegarsi al portale del servizio di monitoring, selezionare Utilizzo e Costi stimati, e poi accedere alle impostazioni di Gestione del Volume dei Dati e modificare le impostazioni. Il periodo massimo di mantenimento dei dati online è di due anni. È di conseguenza possibile sottoscrivere un contratto di 12 mesi, con un costo però maggiore per il singolo GB utilizzato. Iscrivendosi al programma di scontistica ufficiale sono possibili ottimizzazioni dei costi e risparmi significativi.

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