Il backup è un’operazione fondamentale per tenere al sicuro i propri dati dagli imprevisti di tutti i giorni: malfunzionamenti hardware, cyber attacchi e distrazione umana. Senza di esso, esponiamo la nostra realtà aziendale a rischi altissimi e miniamo la possibilità garantire la continuità alle attività del nostro business; fortunatamente è un concetto che si sta “metabolizzando”: la maggioranza delle aziende, a prescindere dalla dimensione, considera la protezione dei dati una priorità e, di conseguenza, esegue con regolarità il backup dei dati.

La numerosità dei dati e la complessità organizzativa in crescita all’interno di numerose realtà aziendali tendono ad attribuire al termine sicurezza un significato sempre più ampio che, oltre al concetto di protezione, si estende ad interessare la velocità di recupero dei dati stessi in caso di errori o compromissioni.

Esistono molteplici minacce alla conservazione dei dati, alcune delle quali provengono da fattori esterni, ma molte anche da fattori interni o insiti nei sistemi che si usano. Purtroppo, esistono ancora realtà professionali che spesso sottovalutano questo aspetto, probabilmente grazie ad una falsa sicurezza dettata dalle piccole dimensioni dei propri sistemi e dallo scarso valore (presunto) dei propri dati, nonché per la mancanza di conoscenze e di strumenti economicamente abbordabili.

Eppure, trovare modalità di salvaguardia dei propri dati è possibile anche utilizzando strumenti hardware e software dai costi contenuti. Lo scopo dei suggerimenti seguenti è quello di fare in modo che anche le piccole realtà si possano dotare di un sistema di backup efficiente, cioè che minimizzi perdite di dati e tempi di ripristino dell’operatività.

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Qual è il miglior backup?

Impossibile definire a priori quale sia la categoria migliore: le proprie esigenze determineranno quale sia la metodica più adatta per ridurre al minimo il rischio di perdita di dati; volendo fare un distinguo, esistono due tipologie di backup:

  • quelli che semplicemente creano replica dei file, copiandola in un altro repository, spesso mantenendo anche la struttura delle cartelle; ha come vantaggio una buona velocità di replica e la possibilità di utilizzare le repliche in caso di indisponibilità dei file principali; lo svantaggio è rappresentato è rappresentato dal fatto che è disponibile solo l’ultimo aggiornamento di ogni file.
  • backup che impacchettano i file e relativa struttura di cartelle in un singolo grande archivio: questa metodologia presenta il vantaggio che c’è la possibilità di ripristinare versioni precedenti dei file, nonché è possibile creare un backup ridondante. Dall’altro lato della medaglia, presenta una certa lentezza nell’esecuzione del backup; inoltre, c’è la necessità di un software specifico per la gestione degli archivi e, non da meno, lo spazio occupato risulta maggiore.

Con il pensiero di oggi vogliamo soffermarci sull’organizzazione del backup, ossia “dove mettere” le copie dei miei preziosi dati. La regola del 3, 2, 1 è un buon punto di partenza: è un insieme di buone pratiche per gestire con efficacia due aspetti importanti legati alla sicurezza dei dati aziendali: quanti devono essere i file di backup e dove conservarli.

La sequenza 3, 2, 1 in sostanza si traduce in questo: conservare almeno 3 copie per ogni operazione di salvataggio eseguita e di salvarle su 2 diverse tipologie di dispositivo. Come terzo step suggerisce di eseguire il backup off-site.

regole 3, 2, 1 per il backup

3 COPIE DELLO STESSO FILE

Il numero 3 indica il numero di copie che è bene conservare per ogni operazione di salvataggio eseguita. Più salvataggi consentono di diversificare modalità e luogo di conservazione dei dati. Oltre al dato in produzione, per ridurre la possibilità di perdita del un punto di ripristino, la soluzione ottimale è poter disporre di due copie per conservarne una in un ambiente fisico diverso da quello di produzione.

2 DISPOSITIVI DIVERSI

2 si riferisce ad un altro passaggio importante: l’opportunità di eseguire il backup su 2 dispositivi diversi tra loro. Avere un repository di backup veloce dove salvare la prima copia offre come vantaggio un restore di dati in tempi molto brevi; al contrario, un dispositivo meno performante ma più capiente permette di conservare più punti di restore. Oltre a ciò, affidarsi a due dispositivi diversi per caratteristiche consente di ridurre il rischio di perdita di dati nel caso uno dei due device abbia malfunzionamenti.

1 COPIA FUORI

Il numero uno viene utilizzato per dar importanza al fatto che per innalzare il livello di sicurezza implica l’opportunità di custodire una copia del backup fuori dall’azienda: il cloud si prospetta come soluzione ottimale in linea con l’esigenza di proteggere almeno una copia dei propri dati mantenendoli fisicamente lontani.

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Last but not least

Non dimenticare di testare periodicamente il backup per verificare che tutto funzioni correttamente all’interno del tuo sistema. Non serve essere dotati della miglior tecnologia se questa non è efficiente e se non è supportata da una strategia adeguata alla nostra realtà. Importante inoltre è l’invio automatico di e-mail contenenti i log dell’ultimo lavoro eseguito.

Tutte queste attività, essendo di primaria importanza, dovrebbero essere implementate facendo ricorso ad esperti del settore come Nexsys. Nexsys saprà consigliarti le metodologie più adatte alla tua realtà lavorativa, in più, propone servizi di backup sia in locale che in remoto adatti a qualsiasi ambiente lavorativo, permettendo di mettere al sicuro i propri dati e di essere a norma rispetto la GDPR.